Mondiali, Finale: Spagna-Olanda. L’analisi di Stadio Goal (II Parte)

Passiamo allora ad analizzare le due finaliste. Se per quanto riguarda statistiche e tradizione, l’arrivo in finale di Olanda e Spagna ha sorpreso un po’ tutti, per quel che si è visto in campo, per gioco e risultati, l’approdo a Johannesburg di olandesi e spagnoli non può sorprendere più di tanto. Spagna ed Olanda infatti sono le formazioni che negli ultimi due anni hanno ottenuto i risultati migliori.
Le Furie Rosse sono campioni d’Europa in carica e nelle ultime due stagioni hanno perso appena due partite ufficiali. Lo scorso anno in Confederation Cup contro gli Usa e la prima di questo mondiale contro la Svizzera (fattore da non sottovalutare, mai una squadra perdente all’esordio ha poi alzato la Coppa). Addirittura tutti vinti i match di qualificazione, dieci su dieci con 28 gol fatti e appena 5 subiti.
Stesso identico ruolino di marcia dell’Olanda sempre vittoriosa nel proprio girone, 8 su 8 in questo caso (17 gol fatti, 2 subiti) e capace addirittura di vincerle tutte anche in Sudafrica finora, arrivando dunque alla finale di domani con l’invidiabile ruolino di 14 successi consecutivi in partite ufficiali. I numeri a volte possono essere fuorvianti, ma mai come questa volta parlano chiarissimo. Spagna e Olanda sono le due formazioni più forti, quelle che hanno maggiormente meritato la finalissima. Del resto questa sfida doveva essere anche la semifinale dell’europeo di due anni fa se la Russia di Hiddink non avesse messo il bastone tra le ruote agli olandesi nei quarti in quella che rimane l’ultima sconfitta dell’Olanda in partite ufficiali.
Al di là delle statistiche comunque, basta dare un’occhiata alle rose delle due squadre per capire la qualità in campo domani sera. La Spagna è forse la squadra più forte del pianeta, la più completa essendo copertissima in ogni reparto con giocatori eccezionali, quali Casillas, Pique, Puyol, Iniesta, Xavi, Villa e con un Torres che finora non si è praticamente visto. Ciò rende bene l’idea del potenziale degli spagnoli. L’Olanda non è comunque da meno, potendo puntare su una media qualitativa molto alta e, soprattutto, su due super campioni come Sneijder e il fenomeno Robben, già protagonisti, non certo a caso, della finale di Champions League di Madrid.
Ci aspetta dunque una finalissima che si preannuncia altamente spettacolare. Ma chi può dirsi favorita? Se dovessimo dare delle percentuali si potrebbe dire 51% Spagna, 49% Olanda. Gli Spagnoli di Del Bosque punteranno sul loro tipico gioco; pressing altissimo per recuperare il pallone già nella tre quarti avversaria (come è accaduto contro la Germania, mai messa in condizione di offendere) possesso di palla ossessivo, una fitta rete di passaggi senza mai alzare il pallone per poi piazzare il colpo decisivo. Un modo di essere più che un tipo di gioco che agli iberici riesce bene, soprattutto grazie alla straordinaria qualità degli interpreti.
Più pratica che bella è stata invece l’Olanda fino alla finale di stasera. Probabilmente gli olandesi saranno guardinghi cercando poi di innescare Robben per colpire di rimessa, un atteggiamento tattico perfettamente riuscito nelle precedenti cinque sfide mondiali. La Spagna attaccherà, l’Olanda si difenderà per poi ripartire, anche se i numeri sembrerebbero suggerire il contrario. La sfida di domani infatti, vedrà di fronte il miglior attacco, quello orange con 14 reti, contro la miglior difesa del mondiale, appena 2 gol subiti dagli spagnoli. Iberici che invece segnano pochino, appena 7 gol. Stranezze del calcio.
Domani però, oltre a gioco e disposizione tattica a pesare saranno soprattutto i dettagli. Sfide così in cui adrenalina e tensione sono ai livelli massimi, dettagli ed episodi sono quasi sempre decisivi. Oltretutto, come già ricordato, si tratta di un’occasione unica per due nazioni mai vincenti in un mondiale. La pressione potrebbe dunque tirare brutti scherzi. Anche la componente fortuna infine non va sottovalutata, buona sorte che in questo torneo ha sorriso agli olandesi in un paio di circostanze. Vedremo se accompagnerà ancora l’Olanda o sarà invece tutta per gli spagnoli.
Chiudiamo con altre due curiosità. Sarà anche la sfida tra due dei capocannoniere di questo mondiale con 5 reti, Villa e Sneijder (a cui è stato assegnata cervelloticamente anche l’autorete di Felipe Melo) e, per quest’ultimo, potrebbe essere anche decisiva in chiave pallone d’oro. Infine i due tecnici hanno entrambi già trionfato in Europa. Una Coppa Uefa per Van Marwijk alla guida del Feyenoord, addirittura due Coppe Campioni per Del Bosque. Domani però in palio ci sarà il trofeo più ambito. Chi riuscirà ad entrare definitivamente nella leggenda?

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