Mondiali 2010: Spagna-Olanda, le pagelle dei campioni iberici. Sicurezza Casillas, geniale Iniesta

CASILLAS 8.5: A 29 anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere, sia con il Real Madrid sia con la nazionale, arrivando a sollevare da capitano prima la Coppa Europea e poi la Coppa del Mondo a distanza di appena due anni. Successi vissuti da assoluto protagonista. Il premio di miglior portiere del mondiale se lo è ampiamente meritato. Era stato decisivo contro il Paraguay parando il rigore a Cardozo, lo è ancora di più nella finale del Soccer City ipnotizzando Robben per ben due volte nella ripresa e mostrando grande sicurezza in ogni occasione in cui è chiamato in causa. Le sue lacrime al gol di Iniesta, incarnano perfettamente l’emozione di un popolo intero che aspettava da tempo questo momento.
SERGIO RAMOS 7.5: un vero e proprio attaccante aggiunto per la Spagna. Tecnica di base eccellente e grandi doti fisiche, il capellone madrileno compie autentiche scorribande sulla destra pur trovandosi di fronte un avversario tosto come Van Bronckhorst. In apertura costringe Stekelemburg al difficile intervento in tuffo, nella ripresa sfiora ancora il gol sempre di testa. Inesauribile.
PIQUE 6.5: gli olandesi ne conoscono piedi buoni e propensioni offensive impedendogli con il pressing alto di iniziare la manovra spagnola. Lui comunque se la cava egregiamente proponendosi in avanti e chiudendo col solito tempismo in difesa, pur mostrando qualche logico affanno quando Robben parte in velocità.
PUYOL 6.5: come per Pique, Van Persie non rappresenta un grosso pericolo, facilmente disinnescato dalla coppia blaugrana. Ben altro discorso con Robben contro cui Puyol, nettamente meno veloce, deve arrangiarsi di mestiere. L’eroe della semifinale rischia grosso in un paio di circostanze, ma nel complesso riesce a tenere regalando solidità al reparto difensivo meno battuto del mondiale.
CAPDEVILA 6.5: meno presente di altre volte in fase d’attacco. Il motivo è ben presto spiegato, dalla sua parte agisce spesso lo scatenato Robben. L’esterno del Villareal comunque non sfigura riuscendo a chiudere sull’avversario anche grazie ai raddoppi dei compagni. Nelle due occasioni in cui Robben fila via verso la porta lo fa da posizione centrale, lui dunque ha ben poche responsabilità.
BUSQUETS 6.5: solito contributo di sostanza e qualità. Rischia qualcosa nel primo tempo con un passaggio orizzontale alla cieca che per poco non manda in porta Kuyt, ma nel complesso disputa una buonissima partita davanti alla difesa, tenendo bene anche nel confronto con Sneijder che gravitava nella sua zona.
XABI ALONSO 6.5: stranamente impreciso in avvio di partita, commette errori insoliti per uno come lui. La tensione in effetti si fa sentire e gli olandesi ci vanno giù duro. Con il passare dei minuti comunque cresce provando a dar supporto alla manovra. Esce quando Del Bosque decide di rischiare la carta Fabregas.
XAVI 7.5: Polmoni e cervello del centrocampo iberico. Protegge il pallone in maniera sublime, nonostante il pressing a dir poco aggressivo degli avversari. Gli olandesi sono costretti a usare le manieri forti soprattutto su di lui ed Iniesta. Un’altra partita di straordinaria intelligenza e qualità per questo giocatore che è la fortuna del Barcellona e della Spagna.
INIESTA 9: più che l’Hombre del Partido, l’Hombre della Historia per la Spagna. Il genietto del Barca, entra definitivamente nella leggenda segnando a quattro minuti dal termine il gol che regala il primo storico trionfo mondiale alle Furie Rosse. Il giusto premio per un giocatore fantastico, sempre lucido nelle occasioni che contano, straordinariamente decisivo con le sue giocate ed anche con i suoi gol. Ogni azione pericolosa della Spagna parte da lui, probabilmente uno dei calciatori spagnoli più forti di sempre. Da pallone d’oro la sua classe, così come il suo cuore da cui nasce la dedica per il povero Jarque, stroncato da un malore lo scorso anno a Coverciano.
PEDRO 6: contro la fisicità e l’agonismo, spesso eccessivo, degli orange, trova non poche difficoltà. Prova ad inventarsi qualche giocata, ma non riesce mai ad avere l’occasione buona per far male.
VILLA 6: sarà un caso, ma da quando è tornato ad agire da punta centrale sembra aver perso smalto e brillantezza. Trattato con modi rudi dai difensori olandesi non riesce a dare il suo solito contributo di qualità. Nel secondo tempo comunque, ha sul piede il pallone del vantaggio, ma Heitinga s’immola negandogli la gioia di diventare capocannoniere solitario.
J. NAVAS 7: Molto più pimpante di Pedro sulla destra, la fantasiosa ala del Siviglia entra in campo con la giusta personalità, creando non pochi problemi all’Olanda da quella parte. Nei supplementari va anche vicino al gol ma sulla sua conclusione Van Bronchkorst riesce a deviare in angolo.
FABREGAS 7: il suo ingresso in campo, pur sbilanciando un po’ la Spagna, aggiunge grande qualità ad un centrocampo di per se già fortissimo. Quando parte palla al piede è inarrestabile. Sfiora il gol vittoria nei supplementari, quando Stekelemburg gli stoppa il diagonale a botta sicura con il piede.
TORRES 6: è in pessime condizioni fisiche e si vede, ma del Bosque lo rischia comunque nel secondo tempo supplementare. Ha il merito di servire l’assist decisivo ad Iniesta per il gol che vale la storia.

DEL BOSQUE 8: vincere quando si hanno in squadra fenomeni come Iniesta diventa senza dubbio più facile. Ma vanno riconosciuti i giusti meriti al vecchio e baffuto Vicente che già al Real Madrid si era dimostrato tecnico di spessore. Non era facile portare la Spagna dove nessuno era mai riuscito, sul tetto del mondo. E non lo era soprattutto dopo l’esordio negativo contro la Svizzera con uno spogliatoio da tenere compatto e le critiche da respingere. Ci è riuscito Del Bosque puntando sul blocco Barcellona, avendo anche il coraggio di tenere fuori gente del calibro di Fabregas e di rispedire in panca un Torres comunque lontano dai sui standard. Un successo dunque ampiamente meritato arrivato attraverso il gioco che, seppur non spumeggiante (la Spagna chiude con appena otto reti messe a segno) è stato straordinariamente efficace e, a sprazzi, anche bello. Il giusto epilogo di un progetto vincente, partito da lontano, dalla Cantera del Barca e dai floridi settori giovanili spagnoli.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Speak Your Mind

*