Mondiali 2010: Spagna-Olanda, le pagelle degli Orange. Robben sciupone, Van Persie anonimo

STEKELEMBURG 7: sempre attento, compie una gran parata sul colpo di testa di Ramos in avvio, ripetendosi nei supplementari su Fabregas. Riesce solamenete a toccare invece il diagonale di Iniesta che spegne il sogno olandese. A parte la parentesi della semifinale, uno di migliori portieri visti in Sudafrica.
VAN DER WIEL 5.5: spinge molto poco, preoccupato di coprire Robben che gioca davanti a lui. Di certo non la miglior prestazione per questo interessante terzino finito nelle mire del Real Madrid.
HEITINGA 5.5: Spesso duro, monta una guardia spietata su Villa, immolandosi nella ripresa proprio sull’ex attaccante del Valencia rimediando così ad un suo precedente errore. Costretto al doppio giallo per fermare Iniesta lanciato a rete, la sua assenza si fa sentire nel finale che risulta fatale all’Olanda.
MATHIJSEN 6: una prestazione tignosa, che rispecchia quella di tutta l’Olanda. Anche lui predilige le maniere forti, ma prova anche ad usare il suo sinistro non disprezzabile per far ripartire l’azione. Sfiora il gol di testa nei supplementari, ma nel finale Torres lo porta fuori e Iniesta ha ampio spazio per colpire.
VAN BRONCHKORST 7: probabilmente aveva sognato ben altro finale per la sua lunga carriera costellata di successi. Invece, come Zidane quattro anni fa, chiude con il calcio con un’amarissima sconfitta in finale. La sua prestazione personale è comunque impeccabile. Tiene botta contro Pedro e Ramos che girano dalle sue parti, e alcune sue chiusure difensive risultano decisive. Non è un caso che il gol spagnolo arrivi quando lui abbandona il campo.
VAN BOMMEL 6.5: con De Jong forma una coppia d’acciaio che farebbe paura anche al peggior criminale. Menano come fabbri i due davanti alla difesa e lui non fa sconti neanche ai vecchi compagni ai tempi del Barca come Xavi e Iniesta, con cui litiga di continuo. Modi spicci, sicuramente discutibili, ma tanta sostanza in mezzo al campo.
DE JONG 5.5: meriterebbe di più se non fosse per l’entrata da karateka che rischia di far molto male a Xabi Alonso. Per il resto vale quanto detto sopra, ma con molta meno qualità. Rischia tanto poi fermando al limite del regolamento Xavi in piena area nei supplementari.
KUIJT 5.5: il solito dinamismo e la solita grande generosità ma stavolta non bastano. La Spagna ha qualità da vendere e il biondo del Liverpool accusa qualche passaggio a vuoto pur essendo preziosissimo nel pressing. Mai insidioso, Ramos lo lascia sul posto spesso e volentieri.
SNEIJDER 7: il migliore dell’Olanda, corre e lotta su ogni pallone, trasformandosi praticamente in mediano. Fantastico il salvataggio, da difensore puro, su Iniesta nei supplementari. Si danna l’anima e, nonostante il sacrificio, trova la lucidità per mettere in porta Robben nella ripresa. S’infuria con Webb che non gli concede l’angolo su una sua punizione deviata. È l’azione da cui scaturisce il gol spagnolo. Chiude in lacrime una fantastica stagione.
ROBBEN 6.5: chissà per quanto tempo ancora penserà all’occasione fallita sullo 0-0. Poteva cambiare la storia del mondiale e del calcio olandese ma, tutto solo davanti a Casillas, si fa parare con il piede la conclusione a botta sicura. Spreca ancora poi in contropiede disturbato da Puyol. Meriterebbe di più se non fosse per questa poca lucidità e freddezza dimostrata sotto porta. Per il resto infatti la solita prestazione fatta di scatti brucianti, dribbling e conclusioni precise su cui Casillas è costretto spesso ad intervenire.
VAN PERSIE 5: l’unica cosa bella della sua partita la fa quando restituisce il pallone a Casillas sull’angolo guadagnato in maniera fraudolenta dall’Olanda. Per il resto solo un paio di volte riesce a saltare il marcatore diretto. Mai pericoloso, non indovina mai i tempi giusti per la giocata.
ELIA 5.5: entra in campo molto più timidamente di altre volte. Giovanissimo, sente la pressione della finale, ma cresce con il passare dei minuti pur non lasciando segno tangibile della sua presenza.
VAN DER VAART 5: in campo nei supplementari, riesce a combinare molto poco. Difficile reclamare il posto da titolare quando poi si offrono tali prestazioni.
BRAAFHEID 5: sostituisce l’esausto Van Bronchkorst alla fine del primo tempo supplementare e non è esattamente la stessa cosa. In campo non si vede mai e non si vede soprattutto quando Iniesta riceve palla tutto solo e insacca proprio nella sua zona.

VAN MARWIJK 6: l’aveva impostata sull’agonismo, fin troppo esasperato (alla fine ben otto ammoniti e un espulso tra gli olandesi) e c’è da dire che per larghi tratti della partita la tattica regge anche, con gli iberici in difficoltà sul pressing alto e costante dell’Olanda. Ma quando si gioca in questa maniera non si può commettere il minimo errore, altrimenti si perde. È quello che è successo all’Olanda con le palle gol sciupate da Robben. Alla fine ha trionfato, giustamente, la Spagna. Per gli orange rimane comunque l’onore delle armi di un torneo condotto alla grande, seppur lontano dalla tradizione del calcio spettacolo di stampo olandese. La vittoria (e la fortuna) è venuta a mancare proprio all’atto finale dopo un cammino impeccabile tra qualificazioni e mondiale. Dati che non possono non rispecchiare il buon lavoro del tecnico e del suo staff oltre alla qualità della rosa. Un trionfo sfumato ancora una volta sul più bello dunque per l’Olanda, eterna seconda del calcio mondiale.

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