Mondiali 2010, Semifinali: Uruguay-Olanda. Orange maturi, Celeste pronta a combattere

Che spettacolo di Mondiale. Ricordate quanto detto per giorni? È il torneo delle sudamericane che volano mentre le europee sono in difficoltà. Bene dimenticate tutto. Merito di Spagna ma soprattutto Olanda e Germania che hanno cancellato le fragili illusioni di Brasile e Argentina. Erano le uniche europee rimaste in lizza e sono state capaci di vincere tutti e tre gli scontri diretti volando in semifinale. L’unica rimasta a difendere l’onore del Sudamerica è dunque l’Uruguay (tra l’altro arrivato al mondiale solo dopo lo spareggio con il Costarica), andato avanti inoltre anche con un pizzico di fortuna. Se non ci fosse stata la traversa di Gyan al 121’ minuto…..
Che semifinali vedremo dunque? Ci aspettano due grandi partite. Nella prima saranno di fronte domani a Città del Capo Uruguay e Olanda. “E’ come essere arrivati ad una festa esclusiva senza l’invito” le parole del “LocoAbreu, che ha reso onore al suo soprannome, il pazzo, con un cucchiaio da infarto nell’ultimo decisivo rigore contro il Ghana, rendono bene l’idea di cosa è stata capace di fare la Celeste.
Era francamente difficile immaginarla così in alto, ma Forlan e compagni sono arrivati in fondo con grande merito. Squadra solida, guidata da un ottimo tecnico come Tabarez (già sulla panchina uruguagia ad Italia ’90) e con giocatori molto ma molto interessanti.
Primo fra tutti proprio Forlan, bomber di razza e giocatore di un’intelligenza superiore alla media. Sa fare tutto l’ex pupillo di Ferguson al Manchester United e in questo mondiale sta confermando ancora una volta il suo valore. Tre reti finora per lui, tre reti anche per il gioiello dell’Ajax Luis Suarez. Porta un nome pesante questo giovane attaccante, classe ’87, che dopo una stagione fantastica con i lancieri, ha infilato ottime prestazioni in questo mondiale.
L’esordio non era stato dei migliori contro la Francia, ma poi Suarez ha trascinato l’Uruguay con le sue reti, formando con Forlan probabilmente la coppia gol migliore del torneo. Ma non solo con i piedi, Suarez ha portato la Celeste in semifinale dopo 40 anni anche…con la mano. Senza quel suo fallo di mano sulla linea nel recupero dei supplementari, ora in semifinale ci sarebbe il Ghana. E non vale nemmeno la pena fare i moralisti, avrebbero agito tutti, ma proprio tutti, nella stessa maniera. Fatto sta che la conseguente giusta espulsione gli farà saltare la semifinale.
Per l’Uruguay un’assenza pesantissima, che Tabarez proverà a colmare con Cavani o con Abreu se il palermitano dovesse essere confermato sulla linea dei centrocampisti. Da verificare poi le condizioni di capitan Lugano, vero e proprio pilastro difensivo e del giovane compagno Godin. Non avrà nulla da perdere l’Uruguay che ha già fatto tanto arrivando tra le prime quattro, ma in patria si sogna la terza Coppa, un trionfo che manca ormai da sessant’anni.
A partire favorita nella sfida del Green Point Stadium però sarà l’Olanda di Robben e Sneijder. Sono loro due, gli assi di Inter e Bayern Monaco, a trascinare gli “orange” in questo mondiale. Già quattro reti per l’interista, decisivo contro il Brasile, due prove fantastiche per l’imprendibile Robben, in gol negli ottavi contro la Slovacchia e poi capace da solo di far ammattire i difensori brasiliani nel secondo tempo della sfida dei quarti.
A loro due Van Marwijk si affiderà per riscrivere la storia.
L’Olanda manca ad una finale mondiale dagli anni settanta, dall’epoca d’oro del calcio totale. Allora Cruijff prima, Rensembrink e Rep poi (nel ’78 il mitico Johan non c’era perché non volle andare in Argentina dove vigeva la dittatura militare) non riuscirono ad alzare la Coppa, battuti in finale dalle due padrone di casa, Germania prima e Argentina poi. Per gli olandesi dunque si profila una terza ghiotta opportunità; questa volta non ci sarà il gap di giocare fuori casa, e potrebbe anche esserci una possibile rivincita con i tedeschi.
Ma per arrivare a giocare a Johannesburg l’11 Luglio, l’Olanda, l’unica ad aver sempre vinto fino ad ora, dovrà superare un Uruguay veramente tosto. Anche gli orange avranno assenze pesanti per squalifica. Se è infatti vero che senza Robben e Sneijder l’Olanda diventa una squadra normalissima, è altrettanto vero che uno come De Jong in mezzo al campo è fondamentale nel garantire gli equilibri di una formazione molto sbilanciata.
Van Bommel dunque sarà orfano del compagno di reparto e Van Marwijk dovrà fare a meno anche del giovane terzino Van Der Wiel. Comunque questa Olanda, meno bella del solito ma decisamente più concreta come ha dimostrato contro i brasiliani ma anche nelle precedenti partite, è una squadra vera che, se riuscirà a mantenersi compatta e lucida, potrebbe riuscire lì dove non è riuscito il grande Cruijff.
E poi gli olandesi, come del resto l’Uruguay, hanno dimostrato di avere dalla propria parte la dea bendata (vedere le autoreti dei danesi e dei brasiliani), non è cosa da sottovalutare in queste gare in cui gli episodi risultano essere fondamentali.

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