Mondiali 2010, Semifinali: Germania-Spagna. I giovani habitué contro la mara-Villa di Del Bosque

Passiamo ora all’altra sfida, quella fantastica che mercoledì opporrà la prepotente Germania di Loew alla classe cristallina delle Furie Rosse. Germania – Spagna fu la finale degli europei di due anni fa e non è un caso che le due formazioni siano arrivate nuovamente in fondo.
Del Bosque ha a disposizione la migliore generazione di sempre del calcio spagnolo, giocatori fantastici come Iniesta, Xavi, Villa, Casillas e tanti altri che fanno la fortuna di due club principalmente, il Barcellona e il Real Madrid. Anche la provenienza di questi giocatori non è un caso per una Spagna che beneficia dunque oltre che del talento anche dell’abitudine dei suoi giocatori alle grandi sfide internazionali. Finora però la Spagna non ha entusiasmato ed è stata trascinata da un Villa straordinario. Solo sei i gol messi a segno dagli spagnoli, di cui cinque da Villa, capocannoniere del torneo. Torres poi finora è stato decisamente in ombra, lontano parente del super bomber che tutti conoscono.
Ha sofferto non poco quindi la Spagna, sconfitta all’esordio e costretta poi ad un affannosa rincorsa nel girone, prima di superare di misura Portogallo e Paraguay, salvata da Casillas nella sfida con i sudamericani. Ma proprio questo cammino difficoltoso per i Campioni d’Europa potrebbe essere un segnale incoraggiante. Se non brillando questa squadra è riuscita ad arrivare dove nessun’altra nazionale spagnola era giunta fino ad ora, figurarsi se dovesse ricominciare a giocare come sa e se si dovesse svegliare anche El Nino Torres. Fu lui a decidere la finale di Vienna nel 2008 e forse, ritrovandosi di fronte i tedeschi, potrebbe ritrovare confidenza con la porta.
La Spagna è sicuramente la squadra più completa e ricca di talento delle quattro, l’unica tra le favorite ad aver rispettato il pronostico. Ma contro la Germania potrebbe trovare grandissime difficoltà. Di solito si dice che i tedeschi siano abituati a queste sfide. Sicuramente vero, la tradizione pesa eccome e giocatori come Klose, Podolski, Schweinsteger (in campo anche quattro anni fa a Dortmund contro l’Italia) hanno sicuramente esperienza da vendere. Ma questa Germania è anche molto diversa dal solito stereotipo.
È infatti una squadra giovanissima e talentuosa che vive ormai di un entusiasmo che può trascinarla in vetta al mondo. La prepotenza con cui ha abbattuto Inghilterra e Argentina sono il biglietto da visita migliore, che ne fanno probabilmente la favorita numero uno al titolo.
Anche i numeri del resto parlano chiaro. 13 gol segnati, appena 2 subiti, miglior attacco del torneo e miglior difesa (tra le squadre rimaste in lizza), con ben sei giocatori diversi andati a segno. Gli elementi del quadrilatero offensivo hanno segnato tutti, 4 gol a testa per Klose e Muller, 2 per Podolski, 1 per Ozil, a conferma dell’ottima organizzazione di gioco che Loew ha dato a questa banda di giovani famelici.
In semifinale però mancherà il sorprendente Muller per squalifica, un assenza che potrebbe pesare tantissimo. A complicare la vita agli spagnoli poi potrebbe essere il modo di giocare di questa Germania. Iniesta ha dichiarato che potrebbe essere più facile per loro, poiché i tedeschi praticano un calcio offensivo. Assolutamente falso. La Germania ha si entusiasmato e proposto il calcio migliore, ma è un calcio fatto di ripartenze velocissime e letali, basato su una compattezza di squadra notevole. Sa difendersi alla grande, anche con gli attaccanti questa squadra, cosa che alla Spagna potrebbe dare molto fastidio. Gli spagnoli infatti hanno mostrato di soffrire tantissimo le squadre chiuse, come dimostrano le partite con Paraguay, Svizzera e Portogallo.

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