Mondiali 2010: Programma Gare 15 giugno. Stasera il Brasile, oggi in campo Cristiano Ronaldo

Dopo aver assistito, ieri sera, all’esordio degli azzurri di Marcello Lippi che hanno impattato per 1 a 1, in rimonta, contro il Paraguay, oggi alle 13 e 30 si completa il Girone F con l’incontro tra la Nuova Zelanda e la Slovacchia di Hamsik.
Nessun dubbio nella Nuova Zelanda (seconda partecipazione alle fasi finali per gli “All Whites“, sempre nel segno dei Fallon, nel 1982 Kevin, oggi il figlio Rory) di Herbert che manderà in campo con un classico 4-4-2. Fuori il convalescente Tim Brown a centrocampo, al suo posto ci sarà Ivan Vicelich, che di professione recita il ruolo di difensore. A lui il compito gravoso di fermare le iniziative del campioncino partenopeo Marek Hamsik.
Proprio il gioiello si Soccavo sarà il portabandiera della Slovacchia di Weiss il quale, nonostante tutto, non si fida degli avversari e tiene alta la guardia: “La Nuova Zelanda è un avversario molto difficile. Dovremo essere umili, ricordandoci sempre che l’obiettivo è quell di passare il turno“.
Nel pomeriggio, invece, spazio al “girone della morte“, il temutissimo G, dove oltre al Brasile, di scena in serata contro la Corea del Nord, troviamo Costa d’Avorio e, soprattutto il Portogallo di Cristiano Ronaldo.
Proprio il “Galattico” guida i lusitani alle 16 nell’esordio contro l’insidiosa compagine africana che, tuttavia, deve fare i conti con la probabile (quasi certa, per via dell’infortunio all’avambraccio) assenza del fuoriclasse del Chelsea, Didier Drogba, leader carismatico e stella principale della nazionale di Sven Goran Eriksson.
Nonostante il forfait del Blues, la Costa d’Avorio appare determinata, e vogliosa di far bene. Sentiamo, a tal proposito uno dei protagonisti della sfida, Aruna Dindane: “Didier non vince le partite da solo. Lui è un buon giocatore all’interno del gruppo. È infortunato, ma la squadra è qui e può giocarsela. Ovviamente perdiamo qualcosa senza di lui, perdiamo l’uomo che può segnare in qualunque momento. Adesso dovremo contare su altri giocatori in grado di segnare, come Doumbia, e, come ho già detto, proveremo a iniziare la competizione nel miglior modo possibile“.
E, dulcis in fundo, in serata, esordio al Mondiale per i “pentacampeon” del Brasile. Tante polemiche hanno accompagnato la Selecao. In patria, ormai, non si parla solo di vincere, ma già si discute su “come” si vincerà contro la “cenerentola” Corea del Nord, Dunga taglia corto e dice la sua: “Vorrei ricordare a tutti come andavano le cose nel 1989 – ha dichiarato il ct verdeoro– quando il Brasile non vinceva la Coppa America da 30 o 40 anni e il Mondiale da quasi venti. Da allora le cose sono cambiate. Abbiamo vinto due Mondiali, la Coppa America di quell’anno e altre quattro. Da allora il pubblico negli stadi è aumentato e la gente ha iniziato a dire la sua ancora più prepotentemente. Tutti possono dire la loro. E io dico che a me piace vincere, anche se lo so che dite che il Brasile non gioca bene come faceva una volta”.
Insomma, i tre punti prima di tutto, senza pensare ossessivamente al “jogo bonito”. Tutto questo contro la “Corea più debole”, contro una squadra coperta da una fitta coltre di misterio. I ragazzi di Pyongyang hanno persino rifiutato il pulmann della Fifa per non farsi riconoscere, e il loro allenatore ha parlato ieri per la prima volta, solo perché le regole della Fifa lo hanno obbligato a farlo prima del match: “Passeremo il turno“, ha detto Kim Jong-Hun . Ragazzi preparatevi, ne vedremo delle belle…

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