Mondiali 2010, Ottavi: Giappone-Paraguay 0-0 (3-5 dcr). Traversa di Komano ai rigori, Cardozo firma la storia dell’Albirroja

Ai calci di rigore (che tornano dopo la finale Italia-Francia del 2006), la conclusione di una gara interminabile, che vede trionfare il Paraguay. L’Albirroja, grazie all’errore di Komano (terzo rigorista) e all’esecuzione perfetta di Cardozo nell’ultimo decisivo penalty, entra nella storia, conquistando per la prima volta l’accesso ai quarti di finale.
Piegato un Giappone fantastico, pericoloso in tante circostanze e che abbandona il Mondiale con grande dignità, consapevole nonostante il sogno dei quarti sfumato in extremis, di aver regalato ai propri tifosi un’avventura ricca di soddisfazioni.
Passando alla cronaca, primo tempo vibrante e giocato ad alti ritmi. Partenza forte dei paraguayani (due occasioni nei primi 30 minuti, intervallate dal legno colpito dai nipponici), poi esce il Giappone e i sudamericani soffrono. Grande condizione fisica ma anche belle giocate a livello tecnico per l’undici di Okada che, in più di una occasione, ha messo sotto gli avversari sfiorando il bersaglio grosso.
Dopo una conclusione di Okubo, finita a lato, anche se non di molto, arriva la prima fiammata sprigionata ragazzi di Gerardo Martino. Al 21′, Lucas Barrios, giovane talento del Borussia Dortmund, prova la conclusione, di esterno, da posizione deifilata. Bravo Kawashima nella respinta, non era un intervento facile.
Un minuto dopo Giappone vicinissimo al goal. Conclusione dalla distanza di Matsui che calcia di prima intenzione con il destro dai 25 metri. Villar è battuto ma la palla sbatte clamorosamente sulla traversa. Sfortunati i samurai.
Fortunato, invece, il Paraguay che, scampato il pericolo, si riorganizza e crea un’altra importante occasione al 29′. Sugli sviluppi di un coner, calciato da sinistra da Morel, Santa Cruz colpisce col mancino, ma manda a lato sprecando da buona posizione.
Il Giappone però c’è, e c’è soprattutto Honda. Il “biondo” del Cska è sicuramente una delle migliori rivelazioni di questo Mondiale e, dopo un inizio stentato in questa gara, al 40′, mostra tutto il suo valore. Matsui (altro calciatore di grande livello) scappa via sulla destra, poi serve in orizzontale per Keisuke Honda che calcia con il sinistro di prima intenzione: palla a lato di un nulla.
Finale in crescendo per gli asiatici, pericolosi con le accelerazioni di Matsui e la tecnica di Endo e Honda. Paraguay vicino al goal in due occasioni, soprattutto al 21′ con il giovane Barrios, quando Kawashima ha dimostrato di non essere titolare per caso.
La ripresa inizia a ritmi più soft e soprattutto con grande equilibrio. Le squadre si fronteggiano senza però scoprirsi, per evitare di subire quel goal che risulterebbe fatale. Al 6′, però, bel numero di Barrios che lancia in area Ortigoza, ma il compagno cincischia troppo e perde la sfera e soprattutto la possibilità di realizzare il punto dell’uno a zero.
All’11’ ancora in evidenza l’Albirroja. Sinistro a incrociare da dentro l’area di Benitez, Nazakawa salva tutto in tackle e manda la palla in angolo. E’ l’ultimo acuto del fantasista sudamericano, sostituito da Martino con Nelson Valdez che va a far compagnia in attacco a Barrios, compagno nel Borussia Dortmund.
Al cambio in casa Paraguay risponde, poco dopo Okada. Fuori uno dei migliori in campo, Matsui, stanco ed ammonito, dentro Okazaki, prolifico bomber giapponese autore del 3 a 1 contro la Danimarca, che ha suggellato la qualificazione nipponica. Ma, intanto, il tempo passa e i supplementari si fanno sempre più consistenti.
Ed infatti, senza grandi sussulti, le due squadre chiudono sullo zero a zero, rimandando la questione ai supplementari. Già nel primo arrivano due fiammate pazzesche, costruite dall’Albirroja di Martino e una dal Giappone con Honda.
Al 95′ cross di Morel dalla sinistra, colpo di testa con ottima scelta di tempo di Barrios che però non riesce ad angolare la conclusione. Due minuti dopo, lo scatenato Morel si accentra dalla sinistra, poi serve Valdez che si infila tra i centrali del Giappone e calcia da distanza ravvicinata ma Kawashima è miracoloso nella respinta.
Il Giappone soffre ma poi reagisce, rendendosi pericoloso al 99′: Honda, su calcio da fermo, con il mancino, impegna severamente Villar che, tuttavia, mostra la propria bravura e con un ottimo intervento mette in angolo.
Il punteggio non si schioda, e la stanchezza incomincia a prendere il sopravvento. Ma al 116′, grandissima occasione, l’ultima, per il Giappone.
Anche nel secondo tempo supplementare, le due formazioni, con grande orgoglio e determinazione, provano a cercare il goal, ma questo non arriva (Honda colpisce il palo, ma era offside). Pertanto, a decidere chi raggiungerà gli storici quarti di finale, sarà la terribile lotteria dei calci di rigore.
E ai rigori, tutto procede tranquillo, con realizzazioni fredde e micidiali fino al terzo penalty. Riveros segna, Komano prende la traversa! E’ la svolta, perchè i successivi rigori, di Valdez ed Honda vanno in porto.
Rimane l’ultimo, quello di Cardozo. Decisivo. E il bomber del Benfica non fallisce. Paraguay nella storia, per la prima volta nei quarti di finale. Giappone fuori, ma da grande samurai!

GIAPPONE-PARAGUAY 0-0 (3-5 dcr)
GIAPPONE (4-3-2-1) :
Kawashima; Komano, Nakazawa, Tanaka, Nagatomo; Abe (36’st Nakamura), Matsui (20’st Okazaki), Endo; Hasebe, Okubo (2’sts Tamada); Honda. A disp.: Narazaki, Uchida, Nakamura, Yano, Morimoto, Inamoto, Kawaguchi. All.: Okada.
PARAGUAY (4-2-3-1) – Villar; Bonet, Da Silva, Alcaraz, Morel; Vera, Riveros; Santa Cruz, Benitez (12’st Valdez, 4’pts Cardozo), Ortigoza (30’st E. Barreto); Barrios. A disp.: Veron, Caniza, J.Caceres, Santana, D.Barreto, Torres, Gamarra, V.Caceres. All.: Martino.
ARBITRO: Frank De Bleeckere (BEL).

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