Mondiali 2010: L’analisi del Girone H. Spagna completa, dopo l’Europa in arrivo il Mondo?

Chiudiamo la nostra rassegna di presentazione delle finaliste con il girone H che sarà l’ultimo a scendere in campo Mercoledì 16 Giugno. E non possiamo non partire dalle “Furie Rosse“.
Sarà il tredicesimo mondiale per la Spagna che, mai come questa volta, potrebbe trasformare il sogno di vincere la Coppa in realtà. Campioni d’Europa in carica e con pieno merito, le Furie Rosse, si presentano in Sudafrica con una squadra fantastica, probabilmente la più completa e ricca di talento del lotto. Un collettivo che non ha punti deboli, potendo contare in ogni reparto su giocatori straordinari arrivati a questo mondiale nel pieno della maturità calcistica. Basta scorrere i nomi e leggere lo score spagnolo; negli ultimi tre anni e mezzo, una sola partita persa (0-2 con gli Usa nella semifinale di Confederation Cup) e girone di qualificazione chiuso a punteggio pieno.
Una generazione, probabilmente la migliore di sempre, che sarà chiamata dunque ad arrivare lì dove la Spagna non è mai arrivata. Il massimo risultato raggiunto dagli iberici infatti, sono le semifinali del 1950. Da allora lo scoglio dei quarti di finale è stato tabù (nel 1994 fu R.Baggio a far fuori gli spagnoli) e le Furie Rosse, spesso partite tra proclami e fanfare, sono tornate sempre a casa con la coda tra le gambe.
Questa volta invece, in patria non si fanno proclami, ma c’è la consapevolezza di essere i più forti (“I migliori”, ha titolato Marca dopo i sei gol rifilati alla Polonia in amichevole pochi giorni fa). In Sudafrica però bisognerà dimostrarlo. Del Bosque ha per le mani una Ferrari, ma il rischio di sbandare nelle insidiose curve mondiali è sempre in agguato. In porta ci sarà il capitano Casillas, uno dei migliori interpreti del ruolo degli ultimi anni, eroe del quarto di finale con l’Italia a Vienna due anni fa (rigori parati a De Rossi e Di Natale).
Davanti a lui una difesa che possiede solidità in Puyol e allo stesso tempo anche piedi buoni con Piqué, spesso pericoloso nelle sue proiezioni offensive. Le fasce sono poi ottimamente presidiate dal veloce e tecnico Sergio Ramos a destra e dal solito Capdevila a sinistra. Anche le alternative sono di primissimo livello; Arbeloa, Marchena, Raul Albiol hanno personalità ed esperienza da vendere.
Passiamo al centrocampo, il reparto migliore degli spagnoli e probabilmente di tutto il mondiale. I mostruosi Xavi e Iniesta del Barcellona, il fortissimo Fabregas, ma anche i vari Busquets, Xabi Alonso e le frecce Silva (Valencia) e Jesus Navas (Siviglia), una batteria di centrocampisti dai piedi finissimi, capaci di nascondere il pallone a chiunque.
L’attacco poi non è da meno. Villa e Fernando Torres, sono quanto di meglio si può trovare in circolazione per classe e fiuto del gol. E le riserve non mancano. Il giovane Mata (’88) emerso nel Valencia, l’ottimo Pedro del Barcellona, folletto spesso imprendibile capace di soffiare il posto ad Henry ed Ibra, ed infine il basco Llorente ottimo realizzatore in Liga con l’Athletic Bilbao. Come si può ben notare quindi, una rosa completa in ogni reparto e un ventaglio di soluzioni offensive da far invidia a chiunque.
Cosa manca quindi alla Spagna per centrare l’obiettivo? Nulla si potrebbe benissimo rispondere, perché anche quei limiti caratteriali emersi spesso negli appuntamenti importanti, sono magicamente spariti con la conquista dell’Europeo due anni fa, successo che ha dato agli iberici la consapevolezza e la convinzione di essere una grande squadra. L’unico problema che sembra profilarsi a pochi giorni dal debutto contro la Svizzera, è la condizione di alcuni giocatori fondamentali. Molti infatti sono reduci da una stagione lunga e massacrante e inoltre Fabregas, Iniesta e Fernando Torres hanno recentemente accusato problemi fisici. El Nino potrebbe anche saltare la prima gara.
Infine il cammino per le Furie Rosse non sembra essere dei più agevoli. Oltre alla Svizzera, il Cile è avversario ostico e, dagli ottavi in poi, la strada per la coppa sarà durissima. Ben che vada gli spagnoli si ritroverebbero di fronte la Costa D’Avorio o il Portogallo, nell’ipotesi peggiore il Brasile già dagli ottavi. Ma la Spagna è decisa ad entrare finalmente nella storia dei mondiali e, obiettivamente, per una generazione così forte sarebbe veramente un peccato non riuscirci.

Probabile formazione (4-4-2)
Casillas; Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Iniesta, Xavi, Xabi Alonso (Fabregas), Silva; Torres (Pedro), Villa.

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