Mondiali 2010: L’analisi del Girone G. Il Portogallo si affida al galattico Cristiano Ronaldo

Il Portogallo è Cristiano Ronaldo, Cristiano Ronaldo è il Portogallo. Si legano al fenomeno del Real tutte le speranze dei lusitani di arrivare lontano in Sudafrica. Sarà lui a doversi caricare sulle spalle una squadra capace nell’ultimo decennio di mostrare cose egregie ma che si è spesso fermata sul più bello. Clamorosa la sconfitta, ad esempio, nella finale in casa al cospetto della Grecia all’Europeo del 2004, forse l’occasione migliore di sempre per conquistare finalmente un trofeo prestigioso. Opportunità sfumata anche due anni prima in semifinale con la Francia di Zidane, sempre agli europei, quella stessa Francia che quattro anni fa spense i sogni di gloria di Figo e C.Ronaldo, ancora in semifinale.
I portoghesi ci riproveranno in Africa, ma questa volta il gruppo di Queiroz, che ha oltretutto dovuto incassare il forfait di Nani (clavicola k.o), sembra attraversare un periodo di involuzione di gioco. A parte lo straordinario Ronaldo infatti, non paiono tantissime le alternative di qualità. Nani come detto ha dato forfait, Deco non è più quello di qualche stagione fa, e le punte non hanno dato grandi garanzie nelle qualificazioni, come dimostrano i tanti 0-0 collezionati e i pochi gol messi a segno, difetti che hanno fatto rischiare al Portogallo una clamorosa eliminazione. Ma passata la paura, l’ex tecnico del Real Madrid e assistente di Ferguson al Manchester Queiroz, è ripartito per creare una formazione comunque ambiziosa.
Il Portogallo in effetti, a parte i limiti appena delineati, è in grado di schierare una formazione di tutto rispetto. Compatta la difesa con Eduardo in porta (eroe nel quarto con l’Inghilterra a Germania 2006) e gli esperti Carvalho e Bruno Alves ( Porto) al centro o il madridista Pepe (spesso però schierato a metà campo da Queiroz). A sinistra Duda (Malaga) o la rivelazione del Benfica Fabio Contreao (classe ’88), qualche problema in più sulla destra dove, fuori causa per infortunio Bosingwa, potrebbe essere rispolverato il vecchio Paulo Ferreira che non ha più la spinta di una volta o Miguel, non proprio positivo quest’anno nel Valencia.
Il centrocampo è reparto ben attrezzato. Raul Meireles, Miguel Veloso e Paulo Mendes assicurano sostanza e, soprattutto, piedi buoni. In più Deco, che non dovrebbe partite titolare nel 4-3-3, ma potrebbe alla lunga dire la sua.
È l’attacco però il fiore all’occhiello dei lusitani. Sullo straordinario talento di Cristiano Ronaldo si può puntare ad occhi chiusi, fenomeno che può giocare ovunque, prima punta o esterno e che vorrà riscattare l’annata magra in termini di successi con il Real, nonostante il grande rendimento personale. Al suo fianco, fuori gioco Nani, potrebbero esserci l’attaccante Liedson dello Sporting Lisbona o Hugo Almeida (Werder Brema) se dovesse giocare esterno, o il sempreverde Simao (Atletico Madrid) con il ritrovato Danny (Zenit San Pietroburgo) se invece Ronaldo dovesse agire da prima punta.
Nel complesso dunque un’ottima formazione nonostante i problemi sopra elencati, con in più il vantaggio di poter giocare con meno condizionamenti mentali dopo i rischi corsi in fase di qualificazione. Nei mondiali il Portogallo non conosce mezze misure. Semifinali raggiunte nel 1966 (con un altro fenomeno, Eusebio) e nel 2006, eliminazione al primo turno nel 1986 e 2002. Al quinto tentativo possono ripetersi entrambe le cose. Il girone è durissimo, il più difficile del mondiale con Brasile e Costa D’Avorio, ma se C.Ronaldo dovesse girare a pieno regime, i lusitani potrebbero anche arrivare nuovamente fino in fondo.

Probabile formazione (4-3-3)
Eduardo; P.Ferreira (Miguel), R.Carvalho, Bruno Alves, F.Contreao; M.Veloso, Pepe, Raul Meireles; Danny, C.Ronaldo, Simao.

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