Mondiali 2010: L’analisi del Girone E. Talento ed ambizione, Olanda chiamata al salto di qualità

Ancora 24 ore e il sipario sui mondiali si alzerà. Ma prima di parlare delle due gare di esordio, analizziamo il Girone E, quello dell’Olanda, prima nazionale affrontata quest’oggi. Nei prossimi giorni toccherà invece ai due raggruppamenti mancanti, quelli delle due favorite Brasile e Spagna che saranno gli ultimi a scenderà in campo il 15 e il16 Giugno.
I tulipani arrivano al mondiale con una rosa ricca di talento e con le solite grandi ambizioni, rafforzate da una fase di qualificazione condotta in maniera impeccabile con il girone, piuttosto morbido a dire il vero, chiuso a punteggio pieno. La marcia di avvicinamento al Sudafrica poi, non ha fatto altro che rafforzare ottimismo e autostima con successi pieni e goleade (6-1 all’Ungheria) fragorose.
Analizzando i 23 a disposizione del CT Bert Van Marwijk del resto, non si può non notare il grande potenziale orange, soprattutto dalla cintola in su. Robben, Sneijder, Van Persie, Van der Vaart, talenti purissimi che farebbero invidia a chiunque. L’attacco dunque rappresenta il punto forte di questa formazione, ma con un’incognita; le condizioni di Arjen Robben, infortunatosi nell’ultima amichevole con l’Ungheria. Un infortunio muscolare alla fine rivelatosi meno grave del previsto ma che costringerà la poderosa ala del Bayern Monaco a saltare sicuramente l’esordio di lunedì contro la Danimarca. Infortunio che ha un po’ scombussolato i piani al CT olandese che aveva preparato un poker d’assi la davanti capace di abbattere chiunque. Robben a destra Snejider in posizione centrale da trequartista e il veloce Kuijt (Liverpool) sull’out opposto con Van Persie punta centrale così come utilizzato da Wenger nell’Arsenal.
Tutti elementi che in virtù delle loro caratteristiche possono continuamente scambiarsi le posizioni, senza dare punti di riferimento alle difese avversarie. Proprio questa duttilità aveva portato Van Marwjik a lasciare in panchina il fantasista del Real Madrid Van Der Vaart, capace di ricoprire solamente la posizione di trequartista alle spalle della punta. Ma la candidatura della “merengue” torna forte ora con l’infortunio di Robben con Sneijder che verrebbe dirottato sulla destra.
Altra possibile soluzione l’inserimento del rossonero Huntelaar con l’arretramento di Van Persie, senza dimenticare i velocissimi Afellay ed Elia. Come chiaramente si evince, il ventaglio di alternative offensive, tutte di grande spessore, è molto ampio per Van Marvijk che dispone comunque di giocatori validi anche negli altri reparti.
A metà campo il CT ha rispolverato il duro Van Bommel, giocatore di sostanza (ma piedi comunque da non disprezzare) prezioso per gli equilibri della squadra che affiancherà l’ottimo De Jong (Manchester City). Dietro di loro scalpita però De Zeeuw (Ajax), che assicura dinamismo ma anche discrete geometrie.
Passando alla difesa, i due centrali probabili titolari saranno Heitinga e Mathijsen, un po’ lenti forse, ma offrono garanzie sufficienti. Alle loro spalle pronti i soliti nomi Ooijer e Boulahrouz. Novità invece sulla fascia destra dove si è rapidamente imposto il giovane Van Der Wiel (classe ’88, Ajax) recentemente accostato al Real Madrid dopo la grande annata con la maglia dei lancieri. La fascia sinistra sarà invece occupata dal veterano e capitano Van Bronckhorst, 35 anni ma ancora energie da spendere. Infine in porta la pesante eredità di Van der Sar è stata raccolta da Stekelemburg, 28 anni, portiere di belle speranze in passato che sembra finalmente aver raggiunto la giusta maturità.
Dunque, una squadra sulla carta senza punti deboli e con un reparto avanzato di primissimo ordine. Una delle possibili protagoniste che però, per arrivare in fondo e sfruttare il suo enorme potenziale, dovrà cercare di diventare finalmente una squadra vera. I problemi per il CT infatti, sono stati spesso quelli di gestire un gruppo che non ha nascosto invidie e gelosie. Si spiega così anche la scelta di lasciare a casa il vecchio Ruud Van Nistelrooy che avrebbe voluto partecipare al mondiale, ma da titolare. Posto fisso che reclama anche Van Der Vaart. Insomma una situazione non facile da gestire per Van Marwijk che oltretutto dovrà dare all’Olanda la giusta mentalità e concretezza, spesso in passato venuta a mancare nei grandi appuntamenti in onore al gusto estetico per il gioco, da sempre marchio di fabbrica della scuola orange. Se dunque questa formazione riuscirà, pur nel solco della tradizione offensiva, a fare quel salto di qualità tanto agognato, potrebbe addirittura rinverdire i fasti degli anni ’70, di quella favolosa Olanda di Cruijff, Rep, Resembrick che sfiorò solamente il titolo mondiale arrendendosi ai padroni di casa per due volte consecutive. Sognare è lecito.

Probabile formazione (4-2-3-1)
Stekelemburg; Van der Wiel, Heitinga (Boulahrouz), Mathijsen, Van Bronckorst; Van Bommel, De Jong; Robben (Afellay), Sneijder, Kuijt; Van Persie.

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