Mondiali 2010: L’analisi del Girone E. Quarta volta per la Danish Dynamite di Morten Olsen

Dopo aver saltato il mondiale del 2006 e l’Europeo successivo in Austria e Svizzera, all’inizio del girone di qualificazione che comprendeva la Svezia di Ibrahimovic e il Portogallo di C.Ronaldo, nessuno avrebbe mai dato credito alla “Danish Dynamite”.
E invece Morten Olsen, CT in carica ormai da dieci anni, è riuscito nel miracolo eliminando Ibra e mandando i portoghesi allo spareggio, portando la Danimarca al quarto mondiale della sua storia. In Sudafrica ora i danesi proveranno a stupire ancora di più, magari tentando di eguagliare quello che resta il risultato migliore, ottenuto nel 1998 (sei anni dopo il clamoroso successo agli Europei svedesi) quando in Francia, nei quarti, la Danimarca di Brian Laudrup fece sudare il Brasile prima di arrendersi a Bebeto e Rivaldo (3-2).
In quella squadra c’era un giovane Martin Jorgensen, in gol dopo appena due minuti contro i verdeoro, Jorgensen che, dopo aver salutato la Fiorentina a gennaio tornando a giocare in patria, sarà ancora uno degli elementi più esperti della rosa danese, insieme ad altre vecchie volpi come l’ex rossonero Tomasson, ma anche con tanti giovani di belle speranze. La Danimarca di Olsen è proprio questo, un mix, ben riuscito fino ad ora, di giovani promesse e calciatori d’esperienza.
Anche i danesi si schiereranno con un 4-2-3-1, modulo molto in voga ultimamente. In porta Sorensen, retrocesso in Premier con lo Stoke City, la difesa sembra probabilmente il reparto meglio attrezzato, soprattutto nella coppia centrale, solidissima, composta dal palermitano Simon Kjaer (’89) e dal tosto difensore del Liverpool Agger. Una retroguardia che appare dunque molto forte, specie sui palloni alti, completata da Simon Poulsen e Jakobsen ai lati.
A metà campo i mediani, con compiti soprattutto difensivi, saranno altri due Poulsen, il criticatissimo Christian della Juventus e Jakob che invece gioca in patria (Aarhus). Davanti a loro un trio di grande esperienza ma anche qualità. A destra Rommedhal (Ajax), a sinistra l’ex Chelsea Jesper Gronkjaer, in mezzo, a ridosso della punta centrale, Tomasson che in patria nel Feyenoord ha trovato nuova linfa in questa inedita posizione. Possibili alternative Kahlemberg (Wolfsburg), Jorgensen ma, soprattutto, Christian Eriksen, 18 anni, il più giovane tra i calciatori del mondiale sudafricano, numero dieci classico, emerso dal florido vivaio Ajax.
Il peso dell’attacco sarà invece tutto sulle spalle possenti di Niklas Bendtner, punta molto forte fisicamente, classe ’88, fattosi valere, seppur tra alti e bassi, in casa Arsenal. Per lui sarà un appuntamento da non mancare per la definitiva consacrazione e del resto, anche per motivi tattici e di gioco, con la nazionale ha sempre dato il meglio di se, al contrario di quanto mostrato con la maglia dei “gunners”.
La Danimarca dunque rappresenta un collettivo da tenere in considerazione. L’esordio sarà durissimo contro l’Olanda, ma con Camerun e Giappone i danesi potrebbero dire la loro e passare il turno. A quel punto potremmo trovarceli di fronte e saremo noi a non doverli sottovalutare.

Probabile formazione (4-2-3-1)
Sorensen; S.Poulsen, Kjaer, Agger, Jakobsen; C.Poulsen, J.Poulsen; Rommedhal, Tomasson, Gronkjaer; Bendtner.

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