Mondiali 2010: L’analisi del Girone E. Ottavi difficili per il Giappone, ma Okada ci crede

La nazionale del Sol Levante, alla quarta partecipazione consecutiva, è diventata ormai presenza fissa ai mondiali ma, a parte gli ottavi di finale raggiunti nel 2002 sul suolo amico, ha sempre recitato la parte di semplice sparring partner. Sembra improbabile possa andare diversamente per i nipponici in Sudafrica, anche perché il girone con Olanda, Danimarca e Camerun si presenta tra i più difficili. A questo bisogna aggiungere che la nazionale giapponese sta attraversando un difficile momento transitorio e di ricambio, in cui i talenti paiono scarseggiare.
Non sembra però dello stesso avviso il CT Okada: “Possiamo battere i più forti. L’obiettivo sono le semifinali”. Ambizione non di poco conto dunque quella del tecnico (nella foto), che però per arrivare così lontano dovrà mettere su una squadra che sia in grado di tenere botta, a cominciare dal complicato esordio con il Camerun.
Orfana per la prima volta al mondiale dell’ex romanista Hidetoshi Nakata, senza dubbio il miglior giocatore nipponico di sempre, il Giappone avrà in Shunsuke Nakamura e nell’emergente Honda gli elementi di maggior talento. Sinistro delicato e gran calciatore di punizioni, l’ex reggino sarà il faro del centrocampo giapponese mentre Honda, potente esterno messosi in luce quest’anno in Champions con il Cska, avrà il compito di sfondare sulla fascia sinistra.
Al fianco di Nakamura ci sarà Hasebe, riserva in Bundesliga nel Wolfsburg, o Matsui del Grenoble, con Endo, pallone d’oro asiatico nel 2009, che occuperà la corsia destra. Proprio il centrocampo, che ha nell’altro Nakamura Kengo e in Inamoto (grande protagonista al mondiale di casa nel 2002) alternative discrete, è sicuramente il reparto meglio attrezzato dei giapponesi.
L’attacco infatti, tallone d’Achille delle precedenti edizioni iridate, non sembra fornire garanzie anche se il giovane catanese Morimoto (’88) potrebbe rivelarsi gradita sorpresa alle spalle dei probabili titolari, Tamada e Okazaki, entrambi impegnati nella non eccelsa J-League. A conferma della scarsa prolificità delle punte nipponiche, il ruolino di marcia nelle qualificazioni che ha visto migliori marcatori i due difensori centrali, capitan Nakazawa e Marcus Tulio Tanaka (è stato lui a far male a Drogba in amichevole con un’entrata pazzesca) con tre reti a testa.
Difesa che dunque può contare su due centrali abbastanza solidi e pericolosi nelle loro proiezioni offensive, sarà interessante capire cosa riusciranno a fare invece i due giovani laterali, Uchida (classe ’88) e Nagatomo (’86). Buone prestazioni per loro, ancora impegnati nel campionato giapponese come gran parte della rosa (solo in quattro giocano all’estero, anche perché, giova ricordarlo, gli ingaggi dei club di casa sono comunque ricchi), potrebbe significare magari il salto nel calcio europeo.
A difendere la porta infine, ci sarà ancora il trentaquattrenne Narazaki. Insomma per l’ottimista Okada, sulla panchina nipponica anche a Francia ’98, sarà estremamente arduo portare il Giappone già al di là del primo turno, figurarsi raggiungere le semifinali. Il sogno di alzare la Coppa più ambita quindi, probabilmente resterà realtà solamente nei fumetti e cartoni animati giapponesi.

Probabile formazione (4-4-2)
Narazaki; Uchida, Nakazawa, Tanaka, Nagatomo; Endo, Hasebe (Matsui), S.Nakamura, Honda; Okazaki, Tamada (Morimoto).

Speak Your Mind

*