Mondiali 2010: L’analisi del Girone E. I Leoni indomabili e la profezia di Eto’o

I “Leoni Indomabili” che si preparano a vivere il loro sesto mondiale (quinto consecutivo), si apprestano a scendere in campo desiderosi di recitare un ruolo da protagonisti. Dalle parole del capitano e leader Samuel Eto’o appaiono chiari i bellicosi intenti. “E’ ora che il mondo si abitui. Le africane sono pronte a vincere un mondiale”. Un azzardo? Probabilmente si, ma non c’è dubbio che il gruppo che il fuoriclasse interista proverà a trascinare dal campo con i suoi gol, oltre ad essere tra le migliori squadre africane, sia pieno zeppo di giovani calciatori, tra i più interessanti dell’intero panorama mondiale.
Ottimo è stato soprattutto il lavoro di Paul Le Guen, ex tecnico vincente sulla panchina del Lione, capace di scovare giovani talenti sparsi un po’ ovunque nei vari campionati europei. Il CT francese, alla guida del Camerun dalla scorsa estate, è riuscito a dare agli africani grande solidità e organizzazione di gioco, facendo fuori dai titolari vecchi senatori inserendo forze fresche.
Lavoro partito dalla difesa dove il solo Geremi probabilmente conserverà il proprio posto sulla destra. Al centro invece l’ex salernitano Rigobert Song, sarà solamente l’alternativa a N’Koulu, difensore classe ’90 del Monaco, e a Bassong, centrale possente del Tottenham, nato in Francia ma che ha scelto di giocare per la nazionale dei propri avi, così come Assou-Ekotto, laterale mancino anche lui degli Spurs (protagonisti di una grande stagione chiusa con la qualificazione in Champions). Oltre a Song, giovane l’altra alternativa, Bong del Valenciennes, classe ’88 che fino allo scorso agosto giocava ancora per la Under 21 francese.
In porta ci sarà Kameni, ormai una sicurezza per l’Espanyol, mentre molto interessante si presenta il reparto nevralgico. In mezzo al campo Le Guen punterà molto su Alexandre Song-Billong, nipote di Rigobert, centrocampista classe ’87 dell’Arsenal, piedi buoni e tanta forza fisica. Al suo fianco ci saranno altri due mediani molto dinamici che giocano in Francia; M’Bia del Marsiglia e Makoun del Lione, mentre Emana (Betis Siviglia) avrà il compito di agire a ridosso delle punte. Dietro ai titolari altri sconosciuti pescati da Le Guen in Germania, primo fra tutti il giovanissimo Joel Matip (’91), di proprietà dello Shalke 04, nato a Bochum ma convinto a giocare per la nazionale che fu del padre e del cugino Joseph Desirè Job. Altro “tedesco” è Mandjeck che con Enoh dell’Ajax rappresenta una valida alternativa.
Ma veniamo all’attacco dove svetta ovviamente la classe e il carisma di Eto’o a cui Le Guen dovrà affiancare l’elemento giusto. In questo momento in vantaggio sembrerebbe Webo (Maiorca) ma non è da escludere Idrissou (Friburgo). Giovanissime le altre alternative; Aboubacar (classe ’91) e l’ex nazionale Under 21 tedesco Choupo Moting (Friburgo). Forse proprio questo è un limite del Camerun, aver tanti giovani che avranno si voglia di emergere, ma che non possiedono la giusta esperienza in una competizione dura come il mondiale. Inoltre sembra mancare una valida spalla ad Eto’o. Il Camerun comunque si presenterà desideroso di ben figurare sul proprio continente e sarà probabilmente alla seconda sfida con la Danimarca che deciderà del proprio destino. Più avanti potremmo trovarceli di fronte, sperando che la profezia di Eto’o non si avveri e gli azzurri non debbano farsi da parte per far entrare i Leoni Indomabili nella leggenda.

Probabile formazione (4-3-1-2)
Kameni; Geremi, N’Koulu (R.Song), Bassong, Assou-Ekotto; M’Bia, Song-Billong, Makoun; Emana; Eto’o, Webo (Idrissou).

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