Mondiali 2010: L’analisi del Girone D. Tradizione e autarchia, ecco la Germania di Loew

Germania e Mondiale potrebbero quasi essere considerati sinonimi. Praticamente sempre presenti (rinunciarono volontariamente alle edizioni del 1930 e 1950), con il Brasile i tedeschi sono quelli che hanno giocato più partite mondiali (92), conquistando inoltre ben tre titoli e sette finali. Ma soprattutto la Germania incarna quello spirito che tutte le squadre nazionali dovrebbero avere; combattività, unione e un carattere irriducibile che hanno permesso ai teutonici di arrivare in fondo anche quando il potenziale tecnico non era di prim’ordine.
Se infatti tra gli anni ‘70 e ‘90, periodo in cui sono arrivati i successi maggiori, la Germania poteva vantare giocatori di primo livello quali Beckenbauer, Seeler, Gerd Muller, Rummenigge e tanti altri, non si può dire lo stesso del decennio appena trascorso, in cui però le nazionali tedesche sono comunque riuscite ad ottenere grandi risultati arrivando quasi sempre in fondo. In finale nel 2002 (persa con il Brasile), fermati da Grosso e Del Piero quattro anni fa a Dortmund in semifinale, aggiungendo poi anche un’altra finale, europea, con la Spagna due anni fa a Vienna.
In tutti questi tornei la Germania non aveva grandi interpreti in campo, ma lo spirito è rimasto sempre lo stesso. Per questo motivo i bianchi del CT Loew, assistente di Klinsmann nel 2006, non possono essere sottovalutati neanche questa volta.
Nella rosa non c’è abbondanza di talento ma la squadra tedesca rimane pur sempre temibile negli appuntamenti mondiali. I tedeschi però dovranno fare a meno del loro capitano nonché giocatore di maggior classe Michael Ballack (42 gol in nazionale) messo ko nella finale di F.A Cup dal ghanese del Portsmouth Kevin Prince Boateng che, caso curioso e forse unico nella storia dei mondiali, si ritroverà di fronte nella sfida tra Ghana e Germania del 23 Giugno il fratellastro Jerome Boateng, terzino dell’Amburgo che ha scelto invece di rappresentare la nazione in cui è cresciuto e non quella di origine.
Tornando a Ballack, sarà un’assenza che peserà parecchio nell’economia del gioco tedesco. Ne sarà orfano Schweinsteiger, riciclato da Loew come mediano (ottimo quest’anno in quel ruolo nel Bayern Monaco). Al suo fianco ci sarà dunque spazio per il giovane Khedira dello Stoccarda, centrocampista di origine turca dai buoni piedi e dalla ottima visione di gioco, campione d’Europa Under 21 nel 2009. Una buona coppia che avrà il compito, per nulla semplice, di non far rimpiangere il capitano.
Sugli esterni, se il CT dovesse scegliere il 4-4-2, dovrebbero essere lanciati due dei giovani più promettenti, Thomas Muller, del Bayern e Mesut Ozil del Werder Brema. Il primo lanciato da Van Gaal in questa stagione (relegando in panchina i vari Klose e Gomez e costringendo Toni alla cessione), appena ventenne sembra già un veterano per la sua sagacia tattica. Elemento molto dinamico e dotato di un tiro potente, può ricoprire diversi ruoli, da prima punta ad esterno offensivo.
Ozil invece, di origine turca anche lui come Khedira (a testimonianza della multiculturalità della società tedesca moderna), è un fantasista leggerino ma con un piede mancino molto interessante. Potrebbe partire da sinistra o indifferentemente occupare una posizione più centrale se dovesse essere scelto il modulo ad una sola punta. In quest’ultimo caso potrebbe trovare spazio un altro giovanissimo, Toni Kroos (classe ’90) messosi in luce con il Bayer Leverkusen, esterno molto dotato tecnicamente. Una soluzione che potrebbe essere forse la migliore considerando la scarsa forma delle punte a disposizione di Loew che a sorpresa ha escluso Kevin Kuranyi. Lucas Podolski, al Colonia ha segnato solamente due reti, mentre Klose (capocannoniere quattro anni fa in Germania) e Gomez hanno spesso fatto panchina.
L’unico che sembra in condizioni smaglianti è il brasiliano naturalizzato Cacau, autore dell’ennesima stagione chiusa in doppia cifra con lo Stoccarda. Ma attenzione anche a Kiessling, ottimo realizzatore quest’anno nelle “aspirine” del Bayer Leverkusen con 21 gol.
Dubbi in attacco dunque per Loew che ha invece qualche certezza in più per la difesa, reparto che però offre forse le minori garanzie. In porta il posto lasciato tragicamente vuoto da Enke e dall’infortunio di Adler verrà preso probabilmente da Neuer dello Shalke, con gli esperti Butt e Wiese che partono dietro. La linea difensiva a quattro sarà composta dal neo capitano Lahm, uno degli elementi migliori della Germania, ottimo cursore di fascia sinistra ma che potrebbe giocare benissimo anche a destra, lasciando spazio così a Badstuber (classe ’89) altro ragazzo lanciato quest’anno da Van Gaal. I centrali invece saranno quasi certamente lo spilungone Mertesacker e il difensore dello Stoccarda di origine albanese Tasci.
Una Germania autarchica (giocano tutti in Bundesliga) dunque che, impostata sul blocco del Bayern Monaco vicecampione d’Europa ma falcidiata in fase di preparazione da molti infortuni (fuori anche il jolly Westermann) punterà tutte le sue “fiches” sulla tradizione. Insolitamente però, potrà contare anche sulla freschezza e la voglia di emergere di tanti giovani interessanti che la rendono tra l’altro una delle nazionali più giovani del mondiale. In passato i tedeschi hanno sempre mostrato di che pasta sono fatti, c’è da scommettere che lo faranno anche stavolta, magari preparando la strada a futuri trionfi.

Probabile formazione (4-2-3-1)
Neuer; Lahm, Tasci, Mertesacker, Badstuber; Schweinsteiger, Khedira; Podolski (Kroos), Ozil, Muller; Klose (Cacau).

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