Mondiali 2010: L’analisi del Girone D. Socceroos con poche novità ma Verbeek punta ai quarti

I “Socceroos” sono alla terza partecipazione mondiale, la prima che non disputeranno sul suolo tedesco. Curiosamente infatti l’Australia partecipò unicamente alle due edizioni giocate in Germania, quella del 1974 e quella del 2006.
Proprio quattro anni fa, al secondo tentativo, arrivarono le prime vittorie e soprattutto lo storico passaggio del turno. Ma agli ottavi fu il rigore di Totti al 90’ a spedire a casa gli australiani allora guidati dal santone Guus Hiddink.
A condurre gli australiani c’è ora un altro olandese, Verbeek, che già aveva dato il cambio a Hiddink sulla panchina coreana, e che proverà questa volta a non fare peggio del predecessore come successe appunto con la Corea Del Sud. Per passare il turno e arrivare quantomeno agli ottavi, l’Australia dovrà giocarsela con Ghana e Serbia, non proprio un compito facile dunque. Ma Verbeek si è addirittura spinto oltre dichiarando che l’obiettivo della sua squadra è centrare i quarti di finale.
Sembrerebbe un azzardo a giudicare dalla rosa, discreta si, ma difficilmente capace di arrivare così lontano, anche perché, in caso di passaggio del turno, ipotizzando la Germania prima, i canguri dovrebbero vedersela con ogni probabilità con l’Inghilterra
Sarà dura quindi per l’Australia, considerando anche che la rosa è rimasta quasi identica a quella di Germania 2006, con la carta d’identità che comincia a pesare. Gli australiani, inseriti per la prima volta nella zona asiatica di qualificazione, hanno guadagnato il pass per il Sudafrica agevolmente, distanziando piuttosto nettamente anche il Giappone. Ma ora il discorso si farà terribilmente più difficile anche perché, il girone D, sembra sulla carta tra i più equilibrati. Il reparto migliore sembra essere rappresentato dal centrocampo dove spicca Tim Cahill, colonna dell’Everton, centrocampista molto bravo di testa e mortifero nei suoi inserimenti offensivi (2 gol nello scorso mondiale).
Accanto a lui, in una linea mediana probabilmente a cinque per sopperire alla mancanza di punte di gran livello, ci saranno Culina e Grella (o Chipperfield) con Emerton e il palermitano Bresciano sulle corsie laterali.
Salutato Mark Viduka per raggiunti limiti di età, il centravanti sarà ancora l’intramontabile Kewell ma the “Jewel” come era soprannominato ai tempi del Leeds e del Liverpool, non brilla più come una volta anche se può ancora far male con il suo gran sinistro. Le alternative scarseggiano perché, fuori l’ex Celtic Mcdonald, c’è poco altro a disposizione di Verbeek (ancora acerbo appare Vidosic del Duisburg).
Anche la linea difensiva è rimasta pressoché inalterata reggendosi sul veterano Schwarzer (ottima la sua stagione al Fulham), 38 anni, una garanzia tra i pali, oltre che sulla forza atletica di Neil (Galatasaray) e sul vecchio Moore (35), uno dei pochi a giocare in patria.
Il resto della truppa di Verbbek infatti, gioca in Europa, principalmente in Premier League, fattore che fornisce garanzia di esperienza in un torneo come il mondiale. L’Australia avrà un esordio complicato dovendo affrontare la Germania, ma contro Serbia e Ghana potrà comunque giocarsi le sue carte.

Probabile formazione (4-5-1)
Schwarzer; Wilkshire, Neil, Moore, Carney; Emerton, Culina, Cahill, Grella, Bresciano; Kewell.

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