Mondiali 2010: L’analisi del Girone D. Le Stelle ghanesi, giovani e forti ma incomplete

In Germania le “Stelle Nere” furono una delle sorprese più belle, capaci alla loro prima apparizione mondiale di raggiungere gli ottavi di finale dopo la sconfitta all’esordio con gli azzurri. Il sogno s’interruppe contro Ronaldo e il Brasile e quattro anni più tardi, il Ghana proverà a ripetersi, questa volta con un fattore motivazionale in più, giocare sul proprio continente e dunque con il sostegno probabile di molti tifosi. Del resto i ghanesi rappresentano una delle selezioni più quotate ed ambiziose del panorama africano, e la recente finale di Coppa d’Africa (persa di misura con l’Egitto) nonché il trionfo nel mondiale Under 20 contro il Brasile, ne sono la dimostrazione lampante.
Il girone non sarà semplice (non lo era nemmeno quattro anni fa), ma il Ghana si presenterà ai nastri di partenza con una rosa forse anche superiore rispetto al mondiale tedesco e, fattore da non disprezzare, con una grande carica di entusiasmo.
Mancherà però per infortunio il giocatore migliore, Michael Essien del Chelsea, probabilmente uno dei centrocampisti più forti e completi del mondo. Un assenza pesantissima che Milovan Radosajevic (che probabilmente si giocherà il passaggio del turno proprio contro i connazionali serbi) proverà a sopperire con il recupero importante dell’interista Muntari e con la freschezza atletica di Kwadwo Asamoah, centrocampista tuttofare dell’Udinese. Saranno loro a due a dover reggere il peso del centrocampo, magari con il contributo importante di Appiah che, reduce da due stagioni difficili tormentato da problemi fisici, lo staff del Ghana cercherà di recuperare.
Nonostante l’assenza di Essien, un buon centrocampo dunque, molto dotato fisicamente ma anche di qualità. Saranno parte della rosa inoltre tanti elementi del gruppo capace di vincere il mondiale Under 20, una nidiata di giovanissimi di belle speranze su cui il Ghana punta molto. Tra di essi Emmanuel Badu (classe ’90) anche lui dell’Udinese, Dede Ayew (classe ’89, figlio di Abedì Pele) mediani che potrebbero rivelarsi gradite sorprese, al fianco dei “vecchi” Dramani e Annan.
Anche in difesa, davanti al veterano Kingson (Wigan), al suo secondo mondiale da titolare, il promettente laterale sinistro Inkoom (’89) del Basilea affiancherà l’esperto Mensah, con l’altro pargolo di Abedì Pelè (ex Torino) Rahim, a giocarsi il posto con un altro giovanissimo Mensah (’90) e con Sarpei (Bayer Leverkusen). Paintsil (Fulham) invece occuperà, come quattro anni fa, la fascia opposta.
Una formazione interessante, la più giovane del torneo (la gara con la Germania, sarà il match tre le due squadre più in erba oltre a proporre la sfida tra i fratelli Boateng), ma che forse si ritrova con un attacco non di primo livello, al contrario delle altre due africane maggiormente accreditate a fare strada, il Camerun e la Costa D’Avorio, che potranno puntare sui fuoriclasse Drogba (in fase di recupero) ed Eto’o.
Ecco, proprio questo è il limite del Ghana che non ha in rosa un vero e proprio stoccatore. Proveranno a smentire i critici l’ex Udinese Gyan, discretamente prolifico quest’anno nel Rennes, e il vecchio Amoah. I tifosi però scommettono forte sul miglior giocatore e capocannoniere del mondiale Under 20, quel Dominic Adiyiah finora meteora al Milan ma che in Nigeria aveva mostrato grandi cose. Se dovesse ripetersi in Sudafrica, il Ghana potrebbe veramente ambire a fare strada ed entrare nella storia africana.

Probabile formazione (4-3-1-2)
Kingson; Paintsil, Mensah, Sarpei, Inkoom; Annan, Asamoah, Muntari; Appiah (Dramani); Gyan, Amoah (Adiyiah).

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