Mondiali 2010: L’analisi del Girone D. La Serbia ci prova, a guidarla il campione d’Europa Stankovic

Dopo la figuraccia rimediata in Germania quattro anni fa, la Serbia torna al mondiale, per la prima volta da nazione autonoma. Nel 2006 infatti, all’indomani del deludente torneo iridato, il Montenegro si stacco dalla federazione, sancendo la fine definitiva del doloroso processo di disgregazione jugoslavo.
Parlando solo di calcio, i serbi torneranno a calcare la prestigiosa vetrina internazionale con l’obiettivo dichiarato di fare meglio del 2006 (tre sconfitte e addirittura sei gol incassati dall’Argentina) e magari recitare il ruolo della mina vagante, della sorpresa.
Le qualità non mancano, visto che la Serbia si presenterà con le credenziali giuste in tutti i reparti. Davanti all’esperto Stojkovic del Vojvodina, la linea difensiva appare di tutto rispetto. A destra agirà il roccioso Ivanovic del Chelsea, difensore centrale di nascita, ma spesso dirottato sulla fascia con ottimi risultati anche da Carletto Ancelotti. Al centro un altro mastino, Vidic, perno difensivo del Manchester United che verrà affiancato dal gigante del Borussia Dortmund Subotic, difensore emergente (classe ’88) in passato accostato al Napoli. Del 1988 è anche Ivan Obradovic laterale sinistro del Real Saragozza, propulsore mancino molto interessante che contenderà il posto sulla fascia al laziale Kolarov.
Una delle difese meglio attrezzate di tutto il torneo sudafricano dunque, ma anche il centrocampo non scherza. Il perno sarà l’interista Dejan Stankovic, capitano e uomo di grande esperienza e qualità, ma è sulle fasce che la Serbia sembra avere gli elementi di maggior classe. A destra il biondo Milos Krasic, obiettivo dichiarato della Juventus, considerato, forse frettolosamente, l’erede di Nedved ma sicuramente giocatore dotato di grande fisico e piedi apprezzabili, autore di prestazioni di spessore in Champions con la maglia del Cska Mosca. Sul lato opposto il talentuoso Jovanovic, neo acquisto del Liverpool, in realtà una punta (miglior marcatore serbo nelle qualificazioni) ma bravissimo anche come esterno offensivo. Non mancano le alternative di valore come l’ex viola Kuzmanovic, il giovane Petrovic (’89) o ancora quel Zoran Tosic (’87) di proprietà del Manchester United, autore di un grande campionato in prestito al Colonia.
Discrete anche le alternative per la coppia d’attacco. A giocarsi il posto saranno in quattro, il gigante del Valencia Zigic (2.02) potrebbe partire titolare con la possibilità di sfruttare i cross che potrebbero arrivare da Krasic e Jovanovic. Al suo fianco Pantelic, buona la sua stagione all’Ajax, Lazovic (Zenit) o quel Mrdja (Vojvodina), sorpresa e capocannoniere dell’ultimo campionato serbo.
La vecchia volpe Radomir Antic (campione di Spagna con l’Altetico Madrid di Kiko e Caminero nel 1996) avrà a disposizione quindi una buonissima squadra, capace di qualificarsi con un turno di anticipo spedendo la Francia agli spareggi, un undici con tanta qualità come nella migliore tradizione slava. Ma attenzione, spesso negli appuntamenti che contano i serbi hanno mostrato limiti caratteriali non da poco e del resto, l’amichevole recentemente persa con la Nuova Zelanda ha fatto scattare il campanello d’allarme sullo stato di forma di Stankovic e compagni. Saranno Ghana, Germania e Australia a dirci se la Serbia potrà puntare in alto.

Probabile formazione (4-4-2)
Stojkovic; Ivanovic, Subotic, Vidic, Obradovic (Kolarov); Krasic, Stankovic, Milijas (Tosic), Jovanovic; Zigic, Pantelic (Mrdja).

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