Mondiali 2010: L’analisi del Girone C. Krhin e Dedic per fare grande la piccola Slovenia

La Slovenia è una piccola nazione, nata dalla disgregazione della ex Jugoslavia per anni sotto l’egemonia del generale Tito. Un paese che conta appena due milioni di abitanti, eppure la nazionale di calcio ha ottenuto nel corso di questo decennio risultati da non disprezzare tanto da far passare quasi in secondo piano i successi in quelli che sono gli sport più seguiti, le discipline invernali e il basket.
La Slovenia infatti sarà alla sua seconda partecipazione mondiale, la prima nel 2002 finì male (preceduta dall’esperienza all’europeo del 2000) con tre sconfitte in altrettante gare. L’obiettivo sarà allora quello di fare meglio di quell’edizione conquistando almeno una vittoria, ma sotto sotto Matjas Kez (uno dei CT più giovani del mondiale con i suoi 49 anni) e i suoi ragazzi sperano in qualcosa di più e il calendario del girone potrebbe dare loro una grossa mano.
Le prime due gare infatti, vedranno gli sloveni opposti prima all’Algeria e poi agli Usa. Due avversari alla portata per gli slavi che solo all’ultima se la vedranno con l’Inghilterra che a quel punto, potrebbe anche essere già qualificata e risparmiare le forze. Il passaggio del turno non rappresenta quindi una chimera tanto più che agli sloveni piace, spesso e volentieri, sovvertire i pronostici. Non era la favorita quando vinse gli spareggi con Ucraina e Romania per l’euro 2000 e il mondiale 2002, la Slovenia si è ripetuta a novembre dello scorso anno firmando un’impresa ancor più clamorosa facendo fuori la Russia di Hiddink e Arshavin.
Eroe della qualificazione Dedic, ex Parma, Frosinone e Cremonese, autore del gol decisivo nella sfida di ritorno. Sarà lui a guidare l’attacco sloveno in coppia con Novakovic, discreto realizzatore in Bundesliga con la maglia del Colonia e miglior marcatore sloveno nelle qualificazioni (5 gol), gigante bravo di testa ma anche ottimo calciatore di punizioni.
A parte lui, vecchia nostra conoscenza ma in questa stagione al Bochum, altri “italiani” saranno pedine importanti nello scacchiere difensivo. In porta ci sarà infatti Samir Handanovic dell’Udinese (su di lui è forte l’interesse del Milan e del Bayern Monaco), uno dei migliori estremi difensori del campionato italiano, una garanzia tra i pali. La riserva sarà il cugino Jasmin, in questa stagione però retrocesso in Lega Pro con la maglia del Mantova.
Jokic, in prestito al Chievo ma di proprietà del Sochaux, occuperà la corsia mancina. Il reparto difensivo sarà completato al centro da Cesar (autore della rete che regalò alla Slovenia uno storico successo sull’Italia nelle qualificazioni ai mondiali 2006, una delle rare sconfitte del primo ciclo lippiano) e da Suler, sulla fascia destra invece ci sarà Brecko, anche lui del Colonia.
Il centrocampo sembra ben assortito anche se non di grande qualità. Sugli esterni ci saranno a destra Kirm estroso laterale del Wisla Cracovia, a destra Birsa ex punta retrocesso a metà campo nell’Auxerre. In mezzo dovrebbero esserci invece il veterano Radosavljevic e il capitano Koren che assicura fosforo non disprezzando però efficaci sortite offensive. Pochi i ricambi, oltre a Pecnik, autore del gol della speranza nello spareggio d’andata a Mosca, la possibile sorpresa potrebbe essere il giovanissimo nerazzurro Krhin (classe ’90). Quasi mai in campo con l’Inter, su di lui la Slovenia punta moltissimo per dare magari quel tocco d’imprevedibilità che manca a questa squadra.

Probabile formazione 4-4-2
S. Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Kirm, Radosavljevic (Krhin), Koren, Birsa; Dedic, Novakovic.

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