Mondiali 2010: L’analisi del Girone C. Esordio contro i maestri inglesi per gli Usa di Bradley

È una formazione decisamente interessante quella statunitense che si accinge a scendere in campo in Sudafrica. L’esordio di sabato a Rustemburg la vedrà opposta ai maestri inglesi e tra le fila americane tale sfida è ormai un assillo. Un match sicuramente sentito, quasi un derby, se si tiene conto della storia dei due paesi e se si considera inoltre che ben nove elementi della rosa giocano in Premier.
Il precedente, storico, risalente al mondiale del 1950 quando gli Stati Uniti batterono (1-0) a sorpresa l’arrogante Inghilterra (degnatasi per la prima volta di partecipare ad un campionato del mondo) infonde notevole ottimismo, ma ancora più fiducia la trasmette la qualità del gruppo a disposizione del coach Bob Bradley. Gli Usa lo scorso anno stupirono nella Confederation Cup arrivando, dopo la sconfitta d’esordio con l’Italia, fino alla finale non prima di aver interrotto la lunghissima serie positiva della Spagna in semifinale. Un risultato che testimonia la crescita del calcio nordamericano (tre Gold Cup messe in bacheca nell’ultimo decennio) nell’ultimo periodo. Dopo aver partecipato ai primissimi mondiali (semifinale nel 1930), gli americani sono mancati ai per ben 40 anni, ritornando a calcare il palcoscenico iridato nel 1990.
Da allora gli Usa non hanno più saltato un mondiale, facendo vedere ottime cose nel 2002 quando raggiunsero i quarti, battuti di misura dalla Germania e da uno strepitoso Kahn. Non sono dunque, ormai da anni, la squadra materasso di un tempo.
La qualità non manca soprattutto a metà campo. Landon Donovan, uno dei pochi a giocare in patria (Los Angeles Galaxy) nonostante i suoi 28 anni, è ormai da tempo uno degli elementi di maggior levatura, avendo mostrato ottime cose nei due precedenti mondiali. Centrocampista veloce e dall’ottimo fiuto del gol, partirà dalla fascia destra nel 4-4-2 di Bradley, fornendo il necessario supporto alle punte. In avanti perno centrale sarà il massiccio Altidore, non entusiasmante nell’ Hull City dove era in prestito (rispedito al Villareal a fine campionato), avrà voglia magari di riscattare la sua stagione non esaltante magari proprio contro l’Inghilterra. Al suo fianco agirà Dempsey, al contrario del compagno di reparto, ottimo nel Fulham di Hodgson anche in Europa League (in gol contro la Juventus).
Sulla fascia sinistra invece ci sarà Damarcus Baesley, quest’anno ai Rangers di Glasgow, giocatore molto promettente in avvio di carriera (al PSV) ma che non ha mantenuto le promesse. Un esterno offensivo comunque valido e molto veloce. La coppia centrale di centrocampo, con compiti soprattutto di copertura, sarà invece composta da Maurice Edu (Rangers) e Michael Bradley (Borussia M.) figlio del tecnico, autore di una decisiva doppietta nella fase di qualificazione contro il Messico.
Non molte le alternative con Ricardo Clark in pole. Dietro tutte da valutare sono le condizioni fisiche del milanista Onyewu, praticamente mai in campo in questa stagione. Gli altri due centrali che si giocano il posto sono l’esperto Bocanegra e Jay DeMerit (Watford). Da terzini dovrebbero invece agire Spector del West Ham, poco utilizzato da Zola in campionato, e Bornstein o in alternativa Cherundolo.
Tra i pali ci sarà l’ottimo Tim Howard, portiere dell’Everton che può regalare grande sicurezza al reparto.
Nel complesso una formazione ben strutturata, che può a ragione essere considerata la seconda forza del gruppo C. Slovenia e Algeria venderanno cara la pelle ma, in caso di qualificazione, per gli americani agli ottavi ci potrebbe essere una possibile rivincita con la Germania. Un motivo in più per provarci, ma prima c’è la sfida ai maestri da onorare.

Probabile formazione (4-4-1-1)
Howard; Spector, Onyewu (DeMerit), Bocanegra, Bornstein; Donovan, Bradley, Edu, Beasley; Dempsey; Altidore.

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