Mondiali 2010: L’analisi del Girone C. Ecco le “Volpi del Deserto”, la luce Ziani

Per la terza volta al mondiale, gli algerini avranno tutta la voglia di non recitare la semplice parte di sparring partner. Giunti a sorpresa in Sudafrica dopo un infuocato, in tutti i sensi, spareggio con i campioni d’Africa dell’Egitto, la formazione del vecchio CT Saadane, sulla panchina dell’Algeria anche nelle uniche due esperienze mondiali nel 1982 e 1986, proverà a sorprendere il mondo.
Il girone in questo senso potrebbe dare una grossa mano, essendo Usa e soprattutto Slovenia, avversari non insormontabili. Sarà forse decisivo in questo senso la gara d’esordio sabato proprio contro gli sloveni. In caso di successo i nordafricani potrebbero dire la loro fino in fondo per il passaggio del turno. Del resto anche ai mondiali del 1982 l’Algeria, pur non partendo certamente da favorita, fece un’ottima figura battendo nel girone iniziale addirittura la Germania Ovest di Rumenigge (2-1), prima di venire eliminata dal “biscotto” (come si vede accadeva anche allora) tra Germania e Austria che passarono così il turno a braccetto per la miglior differenza reti.
Ma quella era una squadra decisamente più forte, guidata dal talento del tacco di Allah, Madjer, poi campione d’Europa col Porto nel 1987. Al contrario la qualità della rosa attuale non è eccelsa e, sulla carta, sicuramente inferiore agli avversari. Importante, però, il forte spirito di gruppo con tanti elementi che, pur nati in Francia, hanno scelto di gareggiare per il paese d’origine (al contrario di quanto fatto da Zinedine Zidane e Benzema ad esempio) e non per quello che ha fornito loro i natali.
Un gruppo coeso a tal punto che il tecnico ha deciso di portare in Sudafrica sia il portiere Chaouchi sia il terzino sinistro Belhadj, entrambi squalificati dopo l’espulsione rimediata in un’altra accesa sfida con l’Egitto, la semifinale, persa, di Coppa D’Africa. Il portiere probabilmente potrà giocare solamente l’ultima gara del girone, più fortunato il compagno che deve scontare ancora una sola giornata di sospensione. Sarà proprio il terzino del Portsmouth a presidiare la fascia sinistra, mentre sul fronte opposto dovrebbe esserci Bougherra (Rangers). Al centro Halliche (Nacional) e soprattutto il difensore del Bochum Yahia passato per le giovanili dell’Inter e autore del gol qualificazione contro l’Egitto.
Se la difesa è muscolare e al tempo stesso decisamente rozza e incline a errori fatali, il centrocampo si presenta fornito di piedi discreti. Il miglior elemento è sicuramente il fantasista del Wolfsburg Karim Ziani. Sarà lui chiamato ad accendere la manovra algerina con i suoi colpi, anche perché mancherà il laziale Meghni out per infortunio. A completare la linea mediana il regista Mansouri (Rennes), Yebda e Matmour, con il giovane leccese Mesbah che potrebbe rappresentare una concreta alternativa.
Il peso dell’attacco infine dovrebbe ricadere su una nostra conoscenza, Ghezzal, attaccante del Siena molto tecnico ma che non ha una grande confidenza con il gol. Al suo fianco probabilmente Djebbour che gioca in Grecia con l’Aek Atene. Sarà difficile far rivivere i fasti degli anni ’80, ma le “Volpi del Deserto”, credono nella loro solidità e faranno di tutto per dare battaglia.

Probabile formazione (4-3-1-2)
Gouaoui; Bougherra, Halliche, Yahia, Belhadj; Yebda, Mansouri, Matmour; Ziani; Djebbour, Ghezzal.

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