Mondiali 2010: L’analisi del Girone C. Capello-Rooney, fine del digiuno?

È il turno del girone C, quello che vedrà assoluti protagonisti i bianchi d’Inghilterra guidati da Don Fabio, le sorprese Slovenia e Algeria e gli USA.

Sono passati 44 anni da quando Sir Bobby Charlton alzò al cielo la Coppa Rimet a Wembley, in quello che rimane l’unico successo della nazionale inglese. Troppo poco, considerando anche lo zero nella bacheca europea, per una scuola calcistica come quella britannica, spesso vincente con le squadre di club, specialmente negli ultimi anni (a dire la verità, grazie soprattutto allo strapotere economico e ai campioni stranieri). Nonostante tale anomalia, in Sudafrica l’Inghilterra si presenterà come una delle candidate principali al titolo e, gran parte del merito, al di là di una rosa decisamente competitiva, va ascritto al suo CT, Fabio Capello capace di cambiare radicalmente mentalità al gruppo della nazionale. In effetti in casa inglese non sono mai mancati i talenti ma, specialmente negli ultimi anni, l’Inghilterra aveva manifestato una preoccupante fragilità mentale negli appuntamenti più importanti. Quattro anni fa il sogno mondiale s’infranse nella maledizione dei rigori (fatali anche nel ‘90 e nel ’98) contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo nei quarti di finale. Dopo quel mondiale l’Inghilterra di Mclaren fallì clamorosamente l’accesso all’europeo di Austria-Svizzera. Capello ne raccolse l’eredità, trasformando in due anni e mezzo un gruppo lacerato e senza convinzione in una squadra vera. Il CT italiano ha lavorato molto per ridurre al minimo i difetti ed esaltare le qualità della nazionale d’Albione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Una qualificazione ottenuta in modo trionfale, umiliando con nove reti tra andata e ritorno quella Croazia che non molto tempo prima aveva estromesso l’Inghilterra dagli europei. Una solidità evidente, grande organizzazione e giocatori di livello straordinario sono il punto forte di questa formazione. In attacco la nazionale di sua maestà potrà contare su una delle punte più forti del pianeta, lo straordinario Wayne Rooney. Il toro del Manchester United, negli ultimi tempi ha subito infortuni non di poco conto, ma sta recuperando rapidamente la forma migliore. C’è da scommettere che abbia tanta voglia di riscattare la fine ingloriosa di quattro anni fa quando venne espulso contro il Portogallo. A parte Rooney però, in avanti non ci sono molte alternative. Capello ha deciso di portare in Sudafrica solamente altri tre attaccanti, Heskey (Aston Villa), Crouch e Defoe (grandi protagonisti nel Tottenham in questa stagione), escludendo un po’ a sorpresa Walcott e Bent. La scelta si spiega con i gusti del CT, da sempre propenso a schierare una punta “grossa” e fisica con una più piccolina e, del resto, la duttilità di Rooney gli permetterà varie soluzioni. Wayne potrebbe giocare anche da solo in avanti, o indifferentemente al fianco di una prima punta (Crouch o Heskey) o di una più mobile come Defoe. Comunque si ha l’impressione che tolto Rooney, l’attacco perda totalmente qualità. Discorso diverso per il centrocampo, sicuramente il reparto migliore considerando l’ampio ventaglio di alternative, nonostante l’assenza di Beckham. Due nomi su tutti Gerrard e Lampard. Centrocampisti straordinari per forza fisica e talento, entrambi dal gol facile, in passato hanno manifestato però qualche problema di convivenza in nazionale. Sarà compito di Capello trovare la soluzione ideale e, proprio per evitare che uno dei due giochi fuori ruolo, il tecnico potrebbe alla fine optare per un 4-5-1 con due ali larghe come i velocissimi Lennon a destra e Writh-Phillips a sinistra, posizione in cui è forte anche la candidatura di Milner (Aston Villa), centrocampista molto gradito a Capello. Il CT poi punta molto anche sul recupero di Barry (che sarà costretto a saltare l’esordio con gli Usa) e potrà pescare a piene mani dalla panchina, dove siederà gente del calibro di Carrick e Joe Cole, di certo non gli ultimi arrivati. Capitolo difesa. La retroguardia ha perso un elemento fondamentale, il capitano Rio Ferdinand, messo fuori gioco dall’infortunio al ginocchio. Sarà di capitale importanza dunque che Terry sia in forma, anche se il centrale del Chelsea potrà comunque contare sul supporto di elementi che offrono discrete garanzie come l’esperto Carragher (riportato in nazionale da Capello) e sul giovane e possente King. Sulle fasce a destra sicuro Johnson, importante il recupero di Ashley Cole, altrimenti scarse sarebbero state le alternative a sinistra considerando anche il forfait volontario di Bridge per la nota vicenda con Terry. Il vero punto debole inglese è probabilmente il portiere. Il migliore dei tre sembrerebbe Hart (Birmingham) ma alla fine Capello potrebbe puntare sull’esperienza di Green o addirittura James (40 anni ad agosto). Nel complesso dunque, una squadra molto forte con una guida carismatica che sarà chiamata ad arrivare in fondo, lì dove raramente è arrivata l’Inghilterra (a parte il successo in casa nel ’66, il miglior risultato rimane la semifinale ad Italia ’90). Il girone sulla carta appare il più semplice del mondiale. A parte il complicato esordio nel derby con gli Usa (molti americani giocano in Premier), Slovenia e Algeria non rappresentano grossi ostacoli. Andando avanti dunque, potrebbe crescere la convinzione e l’ottimismo, già elevato in patria, condizioni che aiuterebbero gli inglesi ad arrivare fino in fondo.

Probabile formazione (4-5-1)
Green; Johnson, King (Carragher), Terry, A.Cole; Lennon, Lampard, Barry (Carrick), Gerrard, Wright-Phillips (Milner); Rooney.

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