Mondiali 2010: L’analisi del Girone B. Maradona, Messi, e il pentagono offensivo

È arrivato il momento di analizzare, a soli quattro giorni dal mondiale, il secondo girone che scenderà in campo in Sudafrica, il B che comprende Argentina, Corea Del Sud, Nigeria e Grecia.
Partiamo proprio dall’Argentina, big del girone. Il destino spesso e volentieri si diverte a disegnare trame che sembrano quelle di un film. Chi non ricorda Maradona uscire mano nella mano con l’infermiera addetta all’antidoping dal terreno di Foxborough alla fine della sfida con la Nigeria nel 1994? Ebbene quella rappresenta l’ultima gara del Pibe de Oro con la maglia dell’Argentina e soprattutto l’ultima in un mondiale.
Il destino, materializzandosi nelle palline beffarde del sorteggio, ha voluto fornire a Diego una seconda chance; proprio con la Nigeria infatti ripartirà il mondiale di Maradona e della sua Argentina, trascinata dal campo al trionfo nel 1986 in Messico, prima della delusione nella finale di Roma quattro anni più tardi e dei sogni infranti con la squalifica negli USA.
Ma il destino ha voluto spingersi oltre, inserendo nello stesso girone anche la Grecia, squadra contro cui Maradona segnò il suo ultimo straordinario gol in un mondiale. Un gruppo dunque quasi identico (unica eccezione la Corea) per ricominciare a sognare la gloria, questa volta da allenatore. Ruolo però in cui Diego ha ricevuto, ed anche a ragione, diverse critiche. Pessima la campagna di qualificazione dell’Argentina, costretta a sudare fino all’ultimo minuto per strappare l’ultimo posto utile per il Sudafrica dopo una serie di sconfitte, alcune umilianti come il 6-1 subito in Bolivia.
Risultati che hanno attirato sul CT gli strali della critica, riaccesasi nell’avvicinamento al mondiale con scelte non sempre pienamente condivisibili. Fuori J.Zanetti e Cambiasso, grandi protagonisti nella cavalcata trionfale dell’Inter, a cui sono stati preferiti Garcè e Bolatti. Sicuramente decisioni coraggiose ma che rispondono ad una logica. Maradona ha infatti da tempo deciso di affidare il centrocampo alla coppia Mascherano Veron. Il primo dovrà correre (probabilmente anche per il compagno) il secondo sarà chiamato a guidare i compagni con la sua classe indiscussa e le sue geometrie. La chiamata del viola Bolatti, che sarà la riserva del centrocampista del Liverpool, può essere vista quasi come un premio per il gol segnato in Uruguay nella sfida decisiva, così come la convocazione del vecchio Martin Palermo, preferito al Pocho Lavezzi e autore della rete fondamentale sul Perù al 90’.
Maradona ha voluto dunque i suoi fedelissimi, ma dispone comunque di una corazzata, specialmente nel reparto offensivo, nettamente il più forte per qualità complessiva, di tutto il torneo. Messi, Milito, Higuain, Tevez, Aguero, un pentagono offensivo che nella stagione appena conclusa ha messo insieme la bellezza di 118 reti nei vari campionati europei. Un attacco atomico dunque, anche se ci sarà il problema (un bel problema per la verità..) di scegliere i titolari.
Maradona sembra aver puntato ormai sulla coppia Messi-Higuain, che assicura allo stesso tempo fantasia, velocità (Messi) e fisico (Higuain), anche se lasciare in panchina lo straordinario Milito visto all’opera di recente appare molto difficile. Un reparto offensivo straordinario per abbondanza e qualità, ma probabilmente le chances argentine passeranno soprattutto per i piedi del pallone d’oro Leo Messi. La pulce in versione “blaugrana” raramente si è vista con la maglia della nazionale. I tifosi argentini sperano che finalmente arrivi la svolta e che Messi, magari traendo beneficio dalla presenza dell’idolo Maradona, si esalti trascinando l’Argentina al trionfo proprio come fece il “maestro”.
Se l’attacco è da far invidia e il centrocampo sembra ben assortito con Maxi Rodriguez (o Gutierrez) e l’esterno del Benfica Di Maria a spingere sulle fasce e la cerniera Mascherano Veron in mezzo (con il palermitano Pastore valida alternativa), non si può dire lo stesso della difesa.
Maradona ha deciso di puntare su una inedita linea a quattro composta di soli centrali (ecco il perchè della rinuncia a Zanetti). Scelta che si spiega con la volontà di rintuzzare lo sbilanciamento offensivo, ma che rappresenta anche un rischio con l’eventualità di spezzare in due la squadra. Saranno Samuel e De Michelis i centrali, a destra il nuovo Samuel, Nicolas Otamendi (classe ’88, Velez) a sinistra il vecchio Heinze, con il romanista Burdisso jolly pronto per ogni evenienza.
In porta, in conclusione, è duello tra Romero e il catanese Andujar. Non sembra il massimo della solidità quindi, ma l’Argentina può a ragione essere ritenuta una della maggiori pretendenti al titolo, soprattutto se l’attacco dovesse ingranare la marcia giusta. A quel punto sarebbero dolori per tutti e l’“Albiceleste” potrebbe aggiungere la terza Coppa alla propria bacheca, una Coppa che manca ormai da tanto tempo…

Probabile formazione (4-4-2)
Andujar; Otamendi, Samuel, De Michelis, Heinze; M.Rodriguez (Gutierrez), Mascherano, Veron, Di Maria; Messi, Higuain.

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