Mondiali 2010: L’analisi del Girone B. Dopo la linea orange ecco la Corea di Moo

Otto anni fa l’influsso fatato del mago Hiddink (e quello altrettanto “magico” di arbitri compiacenti…) la spinsero fino alle semifinali e ad un quarto posto storico. Quello è rimasto il miglior risultato di sempre del calcio coreano (e asiatico in generale), tornato nella mediocre normalità in Germania quattro anni fa quando l’altro olandese Advocaat non riuscì a portare i coreani al di là del primo turno.
Ma a parte questo deludente risultato però, la Corea del Sud, arrivata alla sua settima partecipazione consecutiva, è ormai assurta a nazionale guida del movimento asiatico. Da quel 4’ posto infatti ha tratto la spinta necessaria per continuare a crescere. Del resto anche quattro anni fa fece tremendamente soffrire la Francia, poi finalista, venendo eliminata solamente dall’unica sconfitta subita nella terza partita con la Svizzera e dal mondiale nippo-coreano in poi molti sono stati i giocatori asiatici finiti nei campionati europei, anche con discreti risultati.
Il migliore è senza ombra di dubbio il capitano Park-Ji-Sung, centrocampista tuttofare del Manchester United. Scattante e dotato di buoni piedi, Park fu la rivelazione della Corea nel 2002 (Hiddink se lo portò poi con se al PSV) e può giocare in diverse zone dalla metà campo in su. Con ogni probabilità il CT Huh Jung-Moo (di nuovo un coreano dopo gli anni della linea “orange”) lo schiererà in posizione centrale, con ampia licenza di svariare nel trio offensivo a ridosso dell’unica punta, l’altro Park, Chu-Young (classe ’85). C’è molta attesa per quest’ultimo, messosi in luce nell’ultima stagione nel Monaco, dimostratosi già buon realizzatore con la maglia della nazionale.
L’alternativa sarà il vecchio Lee Dong-Gook, riemerso dopo un’assenza di più di due anni. Esterni offensivi sono invece Kim Nam-Il quest’anno in Russia (Tom Tosk) e soprattutto il giovane Lee Chung-Yong, considerato l’erede naturale di Park, ottimo protagonista nella Premier con la maglia del Bolton.
Nel reparto offensivo, partirà dalla panchina Ahn, ormai 34enne, giustiziere dell’Italia nel 2002. Se l’attacco non è da disprezzare, potendo puntare su un bel mix di giovani e vecchi ma soprattutto su elementi adeguati ad assicurare quel gioco veloce e frizzante messo in mostra nelle precedenti edizioni mondiali, non altrettanto si può dire della difesa che si regge ancora sull’eterno terzino Lee Young-Pyo, comunque valido al contrario di compagni di reparto non di grande affidamento.
Garanzie che invece offre il portiere, il veterano (37 anni) Lee Woon Jae, eroe del quarto di finale con la Spagna otto anni fa. In sintesi il CT Huh (in gol contro l’Italia nel 1986 in Messico) potrà giocarsela ad armi pari con Nigeria e Grecia per accaparrarsi un posto al sole dietro la corazzata Argentina.

Probabile formazione (4-2-3-1)
Lee W-J; Oh B-S, Cho Y-H, Lee J-S, Lee Y-P; Kim J-W, Ki S-Y; Kim N-I, Park J-S, Lee C-Y; Park C-Y.

Comments

  1. Roberto says:

    …”e quello altrettanto “magico” di arbitri compiacenti”…direi soprattutto!!!

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