Mondiali 2010: L’analisi del Girone B. Di nuovo Argentina, la Grecia sogna il riscatto con Ninis

Si scrive Grecia, si legge Otto Rehhagel. Lui, l’artefice assoluto del trionfo più inatteso e sorprendente della storia del calcio, quello greco all’europeo del 2004, sarà in Sudafrica al passo d’addio. Il tedesco che ha reso una nazionale modesta per decenni, una squadra vincente, dopo nove anni lascerà la panchina degli ellenici e c’è da scommetterci, proverà a salutare nel modo migliore.
Dopo la delusione agli europei di due anni fa (3 sconfitte su 3) ma soprattutto dopo aver mancato la qualificazione nel 2006 da Campioni d’Europa in carica, Rehhagel proverà ad ottenere un risultato importante anche nella vetrina più prestigiosa. Ai mondiali la Grecia ha partecipato solamente una volta, nel 1994, e nel girone si ritroverà gli stessi avversari che sedici anni fa la umiliarono sui campi statunitensi (4 a 0 per l’Argentina in quell’occasione). L’occasione della rivincita dunque si presenterà in Sudafrica per i greci che però sembrano lontani parenti di quelli che sorpresero tutti in Portogallo, conquistando un meritato trionfo. Rehhagel, maestro di tattica difensiva, si presenterà con un insolito 4-3-3, anche se in fase di ripiegamento diventerà facilmente un 4-5-1.
Gli esterni offensivi saranno Samaras (Celtic) e Gekas, capocannoniere (20 gol) della Bundesliga nel 2007 con il Bochum e soprattutto miglior marcatore delle qualificazioni nella zona europea con 10 centri. I due possiedono la duttilità necessaria per assicurare supporto al centrocampo, ma attenzione al giovane Ninis (classe ’90, nella foto) esterno velocissimo e molto tecnico del Panathinaikos che fece dannare la Roma in Europa League. Astro nascente del calcio greco, potrebbe essere la carta a sorpresa di Rehhagel, l’unico forse capace di regalare colpi di genio nella rosa.
Il perno centrale dell’attacco dovrebbe essere ancora l’eroe del Da Luz, Charisteas, bomber che però sembra ormai da tempo in fase calante. Salpingidis, autore del gol decisivo nello spareggio con l’Ucraina, rappresenta la valida alternativa
A centrocampo in posizione centrale ci sarà Tziolis (Siena), ma saranno due veterani, Katsuranis e Karagunis (ex Inter) entrambi del Panathinaikos gli uomini guida di maggior esperienza.
La difesa sembra offrire discrete garanzie; al centro formano un’affidabile coppia l’ottimo Kyrgiakos, uno dei pochi positivi nella pessima stagione del Liverpool, e il genoano Sokratis, ex capitano dell’under 21 ellenica che ha scalato rapidamente posizioni nelle gerarchie di Rehhagel scavalcando il bolognese Moras. Ai lati Vyntra che ha ormai scalzato il senatore Seitaridis a destra e Torosidis a sinistra.
Dubbi invece in porta dove Tvorzas e Chalkias si giocheranno il posto lasciato vuoto dallo “storico” Nikopolidis.
Nel complesso una formazione senza grande qualità ma che punterà, come sempre, sulla compattezza e l’organizzazione di gioco, soprattutto difensiva. Fare meglio del 1994 (3 sconfitte, zero gol segnati e 10 subite) non dovrebbe essere difficile e gli ellenici potranno comunque giocarsi le proprie chance per raggiungere l’obiettivo dichiarato degli ottavi di finale.

Probabile formazione (4-3-3)
Tvorzas; Vyntra, Sokratis, Kyrgiakos, Torosidis; Katsuranis, Tziolis, Karagunis; Samaras (Ninis), Charisteas, Gekas.

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