Mondiali 2010: L’analisi del Girone A. La “Tri” messicana pronta a spiegare la Vela

Tra le nazionali cosiddette di seconda fascia il Messico è sicuramente tra le più scorbutiche. Clienti abituali delle fasi finali, (quattordicesima partecipazione) negli ultimi anni i centroamericani hanno compiuto passi in avanti notevoli. Basta ricordare che il Messico è sempre stato presente negli ultimi quattro mondiali ed ha sempre passato il primo turno (impresa che in precedenza le era riuscita solamente nei due mondiali disputati in casa, nel 1970 e 1986, chiusi nei quarti di finale, miglior risultato di sempre). La “Tri” dunque si presenta ai nastri di partenza decisamente ambiziosa, desiderosa di superare lo scoglio degli ottavi, tabù nelle ultime edizioni. Quattro anni fa fu l’argentino Maxi Rodriguez a mandare a casa i messicani e c’è da scommettere che i centroamericani faranno di tutto per cercare la vendetta visto che l’ottavo di finale potrebbe ripresentare la rivincita con l’Argentina…Ma per arrivare così lontano, il Messico di Aguirre dovrà superare un girone per nulla facile. Il gruppo A in effetti, sembra sulla carta il più incerto ed equilibrato del mondiale. Fondamentale, come detto per il Sudafrica, sarà il primo match. Se i messicani dovessero uscirne indenni contro i padroni di casa, per Francia ed Uruguay potrebbe essere molto dura. Dalla loro inoltre, i messicani possono contare su una rosa di valore, ricca di giovani talenti emergenti, messisi in luce anche nella recente amichevole con l’Italia. Sarà al mondiale infatti, gran parte di quel gruppo che nel 2005 stravinse il mondiale Under 17 travolgendo (3-0) il Brasile in finale. Tra di loro il giovanissimo (classe ’90) Giovani Dos Santos, stella promessa del calcio mondiale, rimasto però nel limbo negli ultimi anni dopo il promettente esordio europeo nel Barcellona. Altro giovane, il “ChacharitoHernandez classe ’88 appena acquistato dal Manchester United e attaccante di cui si dice un gran bene. Tra i tanti talenti offensivi norta particolare per Carlos Vela (nella foto), punta dell’Arsenal giustiziere degli azzurri insieme allo sgusciante Medina. Altro elemento interessante, il velocissimo centrocampista Barrera. A guidare questo gruppo di rampolli terribili, alcuni “vecchi” campioni, tra cui quel Cuauhtemoc Blanco, 37 anni, diventato famoso al mondiale francese per il dribbling a saltare l’avversario con la palla stretta tra le caviglie. In mezzo al campo invece la sostanza e l’esperienza di Torrado e Rafa Marquez (Barcellona), con un altro interessantissimo classe ’88, Juarez. Insomma un ottimo impianto di gioco e un mix ben riuscito di giovani e vecchie volpi che potrebbero spingere il Messico nuovamente oltre il primo turno e magari chissà, far sognare ancora di più i tifosi. Francia, Uruguay e Sudafrica sono avvisate.

Probabile formazione (4-3-3)
Perez; Aguilar, Osorio, Rodriguez (Marquez), Salcido; Torrado, Marquez (Guardado), Juarez; Dos Santos, Hernandez (Franco), Vela.

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