Mondiali 2010: L’analisi del Girone A. Francia in Sudafrica, Domenech sogna l’happy ending

È una Francia sottotono quella che si avvicina al tredicesimo mondiale della sua storia. I transalpini infatti, dopo i successi del biennio 98-00 e il picco di quattro anni fa che li portò fino a Berlino e ad un passo dalla Coppa, stanno affrontando un difficile ricambio generazionale, anche più complicato se vogliamo di quello che si trova a gestire l’Italia di Lippi. Zidane, al passo d’addio in quella finale, ha lasciato un vuoto incolmabile per Domenech che da allora non è ancora riuscito a trovare una soluzione all’altezza. Altri giocatori chiave inoltre sono appassiti a cominciare da Henry, ormai “panchinaro” nel Barcellona. Anche il migliore tra i francesi, Ribery chiamato a trascinare i blues, si trova a gestire un delicato momento con il caso “escort” che ha oltretutto rischiato di farlo estromettere dalla lista dei 23. Tante ombre dunque sulla nazionale, difficoltà del resto confermate dal cammino dei francesi che, dopo il pessimo europeo di due anni fa, hanno faticato tantissimo per arrivare in Sudafrica, ottenendo il visto anche in modo truffaldino con quella mano di Henry che ha estromesso l’Irlanda del Trap allo spareggio. Nemmeno la marcia di avvicinamento al mondiale infonde fiducia visto che sono arrivate una vittoria di misura su Costa Rica, un pari scialbo in Tunisia e una clamorosa ed umiliante sconfitta con la Cina (0-1). Tanti i problemi dunque per Domenech oltretutto molto criticato in patria per le sue scelte. Lasciati a casa tutti gli “italiani” (Frey, Mexes, Flamini) oltre a Vieira e, soprattutto, Benzema che paga così la pessima stagione nel Real Madrid, il CT ha affidato le chiavi dell’attacco al capitano Henry che con Ribery, Gourcuff e Malouda (tra i quattro il migliore nella stagione appena conclusa) formerà il quadrilatero offensivo. Quattro giocatori si dotati di talento, ma che non stanno affrontando il miglior momento della loro carriera. Anche lo stesso Gourcuff, dopo la splendida stagione dello scorso anno con il Bordeaux che aveva fatto ben sperare i francesi di aver trovato l’erede di Zizou, vive un momento di appannamento. L’ex milanista sarà dunque chiamato alla prova d’appello in Sudafrica. Dovrà essere lui a dare fantasia ed imprevedibilità. Le alternative sono il solito Anelka, Gignac e il giovane Valbuena. A centrocampo Domenech si è affidato ai due mediani Alou Diarra (l’altro Diarra, Lassana del Real, è stato costretto a dare forfait) e al vecchio Toulalan che assicurano fosforo ma piedi non proprio delicati. Situazione non rosea nemmeno in difesa dove al fianco dell’inossidabile Gallas ci saranno o l’ex terzino Abidal o Squillaci, ma nessuno dei due dà ampie garanzie. Ai loro lati la spinta, questa si molto buona di Sagnà (Arsenal) e di Patrick Evra, una delle poche note liete insieme al portiere Hugo Lloris, classe ’86, tra i migliori prospetti europei nel ruolo. Una Francia che dunque non parte tra i favori del pronostico e che oltretutto si troverà ad affrontare un girone decisamente tosto, a cominciare dall’esordio con l’Uruguay. Ma attenzione a dare per spacciati i transalpini che già quattro anni fa, dopo aver rischiato grosso nel girone, trovarono la forza per arrivare in fondo. C’è da scommettere che Domenech al passo d’addio (da settembre ci sarà Blanc sulla panchina francese), vorrà lasciare nel migliore dei modi per rimarginare la ferita ancora sanguinante di quella finale con l’Italia.

Probabile formazione (4-2-3-1)
Lloris; Sagnà, Gallas, Squillaci (Abidal), Evrà; A.Diarra, Toulalan; Ribery, Gourcuff, Malouda; Henry.

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