Mondiali 2010: La Top 11 finale. Saracinesca Casillas, Mueller cecchino

Top 11

In questa prima formazione, abbiamo inserito coloro che questo mondiale lo hanno vissuto da protagonisti assoluti. L’undici titolare è composto nella quasi totalità da elementi di squadre arrivate in fondo e non poteva essere altrimenti. Scelto come modulo il classico 4-4-2 (alla fine il 4-2-3-1, tanto in voga negli ultimi tempi soprattutto in questo mondiale, non è altro che una variante del 4-4-2 o del 4-5-1, dipende dagli interpreti).

In porta non potevamo non premiare lo strepitoso Casillas, eletto miglior estremo difensore del torneo. Emerso nel momento cruciale del mondiale, ovvero nelle ultime tre partite, Iker è stato fondamentale nel successo storico della Spagna. Sulla linea difensiva a destra abbiamo voluto posizionare Lahm, un mostro di continuità, autore di un altro mondiale sopra le righe dopo quello 2006 che lo aveva fatto conoscere a livello internazionale. Al centro non poteva mancare Carles Puyol, eroe della semifinale con la Germania, simbolo della solidità difensiva degli spagnoli. Al suo fianco abbiamo scelto Juan, nonostante l’eliminazione del Brasile nei quarti per mano dell’Olanda. Il centrale della Roma infatti ha colpe relative nell’eliminazione dei carioca e fino a quel momento aveva disputato un ottimo torneo. A sinistra premio per Giovani Van Bronckhorst che a Johannesburg ha chiuso una lunga carriera che, da quanto visto, avrebbe potuto benissimo continuare; sempre prezioso sulla fascia sinistra sia in fase di copertura sia in fase di spinta, autore tra l’altro di un gol fantastico in semifinale.

Ancora più difficile era decidere i migliori del centrocampo. Alla fine la scelta è caduta ovviamente su Mueller a destra (capocannoniere e miglior giovane del mondiale), protagonista di un cammino fantastico, così come Sneijder anche lui autore di 5 gol come il tedesco, l’ultimo ad arrendersi tra gli orange nella finale di Johannesburg. Al suo fianco un altro panzer, il granitico Schweinsteiger, una vera e piacevole sorpresa come mediano. A sinistra invece non poteva mancare l’uomo che riscritto la storia della Spagna, il mago Iniesta, giocatore su cui ormai rimane difficile trovare altri aggettivi per descriverne la classe. Scelte felicemente obbligate in avanti, con Forlan, eletto miglior giocatore del mondiale e Villa (5 reti per entrambi), trascinatore degli iberici nella prima fase. Sarebbero veramente una coppia perfetta.

Ovviamente mancano nell’undici titolare alcuni nomi come Robben, Ozil, Xavi o Piquè Klose, Gyan. Hanno tutti comunque trovato posto in panchina, per una rosa che probabilmente qualsiasi allenatore sognerebbe di allenare.

4-4-2

Casillas; Lahm, Puyol, Juan, Van Bronchkorst; Mueller, Sneijder, Schweinsteiger, Iniesta; Forlan, Villa.

Panchina: Stekelemburg, Maicon, Friedrich, Piquè, Sergio Ramos; Robben, Xavi, Ozil, Donovan, Klose, Suarez, Gyan.

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