Mondiali 2010: La Presentazione, Parte II. Le Europee e la sorpresa Serbia

Detto delle due sudamericane (mentre dell’Italia parleremo a parte) non si possono lasciare fuori la Francia e soprattutto la Germania, anche se entrambe partono da un gradino più in basso.
Domenech ha lasciato a casa Benzema e Vieira e i galletti, qualificatisi per il rotto della cuffia grazie alla mano galeotta di Henry e orfani ormai da tempo della classe straordinaria e del carisma di Zidane, stanno affrontando un difficile periodo di transizione e non sembrano in grado di arrivare in fondo. A questo gruppo però il talento non manca e sottovalutarli sarebbe un grave errore.
Discorso a parte merita la Germania che pur non avendo una nazionale all’altezza delle migliori, può contare sulla tradizione e su un gruppo granitico capace di ogni impresa quando si tratta di giocarsi un mondiale. Non per caso è la Germania ad avere disputato il maggior numero di finali, ben sette. Inoltre negli ultimi tempi il calcio tedesco ha ripreso a sfornare talenti interessanti come l’attaccante Thomas Muller del Bayern Monaco e il centrocampista Toni Kroos, elementi che però saranno orfani di capitan Ballack infortunatosi con il Chelsea nella finale di F.A Cup. Un’assenza che finirà col pesare parecchio per i teutonici.
Ancora un gradino più in basso va posizionato il “narcisismo” di Portogallo e Olanda. Cristiano Ronaldo l’uomo simbolo dei portoghesi, le cui uniche “chances” sono legate proprio alla forma dell’asso del Real Madrid. I portoghesi però, dopo i picchi del biennio 2004-06, sembrano in fase calante e appare difficile un loro exploit, seppur in un torneo dove regnerà l’equilibrio.
Gli orange dal canto loro, come al solito si presenteranno con una formazione ricca di talento offensivo, con i vari Van Persie, Van Der Vaart, Snejider e lo straordinario Robben di questa stagione. Una generazione che è forse all’ultima chiamata per tentare di rinverdire i fasti dei favolosi anni settanta di Cruijff e magari arrivare lì dove nemmeno il grande Johan è mai giunto.
Capitolo sorprese. Una squadra che potrebbe riservare novità interessanti è la Serbia. La nazionale di Dejan Stankovic è un collettivo decisamente quadrato, dotato allo stesso tempo di fisicità e talento con elementi interessanti quali il biondo Krasic protagonista di una grande stagione nel CSKA Mosca che gli è valsa le attenzioni degli osservatori di tutta Europa. I serbi potrebbero dunque dire la loro, anche se difficilmente fino in fondo.
Squadre che potrebbero fare bella figura sono anche il Messico, spesso avversario insidioso nei mondiali, e l’Uruguay dotato di ottimi attaccanti quali Forlan, Suarez e Cavani. Anche il Paraguay del bomber del Benfica Cardozo, capace di guidare a lungo il girone di qualificazione sudamericano, potrebbe rivelarsi avversario ostico, specialmente per l’Italia che se lo ritroverà di fronte all’esordio.
Mentre è difficile aspettarsi exploit di rilievo dalle asiatiche, la “sorpresa annunciata” potrebbe giungere dalle africane. Come detto infatti, sarà un mondiale storico poiché il primo a giocarsi sul continente nero e proprio il fattore ambientale potrebbe favorire le compagini africane da cui da tempo si aspetta il salto di qualità.
Dopo le prime sorprese targate Algeria e Camerun nel Mundial spagnolo dell’82, il primo grande risultato lo ottennero proprio i Leoni indomabili di Roger Milla che nei mondiali di casa nostra nel 1990, si spinsero fino ai quarti arrendendosi solamente nei supplementari all’Inghilterra di Lineker, dopo aver battuto all’esordio addirittura i campioni del mondo, l’Argentina di Maradona. Questo rimane il risultato migliore per un’africana in un mondiale.
Da allora infatti tante sono state le aspettative ma solamente nel 2002 il Senegal riuscì ad eguagliare il record del Camerun raggiungendo i quarti di finale prima di essere sbattuto fuori dalla Turchia. La Coppa in Sudafrica potrebbe essere l’occasione giusta, anche se proprio l’enorme pressione potrebbe rivelarsi un boomerang per tali formazioni, di certo non abituate a puntare al massimo.
Tra le sei rappresentanti del continente nero, il Sudafrica padrone di casa sembra fuori concorso. Troppo modesta la rosa per poter ottenere grandi risultati e, nonostante il fattore campo, anche il solo passaggio del girone sarebbe quasi un miracolo. La più accreditata sembra essere la Costa D’Avorio di Didier Drogba, squadra solida e ricca di elementi che giocano in Europa, che però già quattro anni fa deluse non riuscendo a passare il primo turno (seppur in un girone di ferro con Olanda e Argentina).
Punta dritto alle semifinali anche il Ghana che ha in Essien il suo uomo migliore potendo contare inoltre su molti giovani talenti capaci, meno di un anno fa, di vincere il mondiale Under 20 superando in finale il Brasile. Dietro di loro la quadrata Algeria, la più europea tra le africane come stile di gioco, giustiziera di quell’Egitto dominatore nelle ultime due edizioni di Coppa D’Africa. Infine le “solite” Nigeria e Camerun. I nigeriani sembrano lontani dai fasti degli anni novanta, mentre i leoni indomabili avranno nell’interista Samuel Eto’o l’uomo guida che cercherà di far entrare gli africani nella leggenda.
Sarà come sempre il mondiale delle solite note o la volta buona per una sorpresa? Non ci resta che attendere ancora qualche giorno e avremo le nostre risposte. Appuntamento all’11 Giugno, stadio Soccer City di Johannesburg, quando Sudafrica e Messico daranno il calcio d’avvio. Pronti, speriamo, a gustarci un grande spettacolo.

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