Mondiali 2010: La Presentazione, I Parte. Spagna in pole, poi Brasile, Argentina e i Capello boys

Ci siamo. Ancora pochi giorni e la grande kermesse iridata prenderà il via a Johannesburg. Sarà il primo mondiale della storia a giocarsi in Africa, un mondiale “nobile” che vedrà presenti ai nastri di partenza tutte le nazionali più importanti e titolate.
Ci saranno infatti il sempre presente Brasile, l’Italia, l’Argentina, la Germania, l’Uruguay, la Francia e l’Inghilterra cioè le sette nazionali che si sono aggiudicate i 18 mondiali disputati fino ad oggi. In testa all’albo d’oro il Brasile con cinque titoli, seguito a breve distanza dagli azzurri, campioni in carica, che Lippi guiderà alla ricerca di una storica doppietta.
Solamente l’Italia di Pozzo nel ’34 e nel ’38 e il mitico Brasile di Pelè ( ’58 e ’62) riuscirono nell’impresa, ma si parla ormai di ere geologiche, calcisticamente parlando, remote. Riuscirci in epoca moderna avrebbe del sensazionale. Mission impossibile dunque, tanto più che per farcela la nostra nazionale dovrà battere una concorrenza agguerrita, anche se, mai come quest’anno, non c’è forse una vera favorita.
Gli esperti danno come principale candidata la Spagna di Del Bosque, formazione di livello tecnico eccelso e Campione d’Europa in carica. Le Furie Rosse possono contare su giocatori di livello straordinario come El Nino Torres, Iniesta, Xavi, Fabregas, Villa e non sembrano avere punti deboli potendo inoltre puntare su un collettivo collaudato e difensori del calibro di Puyol e Piqué. Dovranno però battere la tradizione che li vede sempre fallire ai mondiali, ma dalla loro avranno la consapevolezza della propria forza, eredità dell’europeo vittorioso di due anni fa. Un fattore da prendere decisamente in considerazione.
Insieme alla Spagna, grande favorita l’Inghilterra del nostro Fabio Capello. Il tecnico italiano ha letteralmente trasformato la nazionale d’Albione, instaurando una mentalità vincente in un gruppo che aveva dimostrato una preoccupante fragilità mentale negli appuntamenti più importanti. E se i vari Rooney, Gerrard, Lampard gireranno a pieno regime, gli inglesi, nonostante l’infortunio di Beckham, avranno un motore capace di portarli ad alzare la Coppa l’11 Luglio, a 44 anni di distanza dall’unico trionfo. Tallone d’Achille, la mancanza di un portiere all’altezza e la scarsa forma manifestata nell’ultimo periodo dai due pilastri difensivi Terry e Ferdinand.
Tra le favorite va poi obbligatoriamente inserito il Brasile. Dunga ha fatto discutere in patria per le esclusioni eccellenti di Ronaldinho, Adriano e soprattutto Pato, ma dispone comunque di una corazzata. L’ex capitano verdeoro infatti, partendo dalla vittoria in Coppa America ha costruito negli ultimi due anni un gruppo solido, dotato magari di meno talento puro rispetto al passato, ma allo stesso tempo spettacolare e terribilmente concreto. Una squadra che rispecchia in toto il proprio allenatore e che si regge sull’estro di Robinho, sulla spinta poderosa di Daniel Alves e Maicon sulle fasce e sulla vena realizzativa di O’ Fabuloso Luis Fabiano. Ma sarà soprattutto la forma di Kakà, uomo faro del Brasile, a poterne determinare i destini.
Discorso analogo per l’Argentina di Maradona. Anche Diego ha suscitato polemiche in patria lasciando a casa J. Zanetti e Cambiasso grandi protagonisti della stagione dell’Inter, preferendo infine il vecchio Martin Palermo al Pocho Lavezzi. Ma l’Albiceleste può contare su un gruppo comunque ricco di talento, potendo disporre probabilmente della migliore coppia offensiva del pianeta, quella composta dallo straripante Lionel Messi e da un immenso Diego Milito, reduce dal trionfo del Bernabeu. Dietro di loro una covata di straordinari giocatori offensivi come i vari Higuain (che nelle gerarchie di Maradona dovrebbe partire addirittura davanti a Milito), Tevez, Aguero, guidati dalla classe dell’eterno Veron. A lui Maradona affiderà le chiavi del centrocampo. Sulla carta dunque una rosa straordinaria. Diego avrà il difficile compito di trovare i giusti equilibri per sfruttare il potenziale offensivo della sua squadra e permettere alla Pulce di esaltarsi come nel Barcellona. Lavori che non sembrano a buon punto, ma se Diego ci riuscirà potrà riportare l’Argentina sul tetto del mondo come nel 1986, quando fu proprio il Pibe de Oro a guidarla in campo. In tal caso eguaglierebbe Beckenbauer, unico capace dell’impresa (a cui può mirare lo stesso Dunga) di alzare la Coppa da capitano in campo e da allenatore. Argentina e soprattutto Brasile potranno contare inoltre sulla cabala.
Mai una formazione europea infatti, è riuscita nell’impresa di alzare la coppa al di fuori dei confini continentali, è la volta buona? potrebbe…  Invece, proprio il Brasile è l’unica nazionale ad aver trionfato in quattro diversi continenti; oltre al Sudamerica (Cile ’62) i verdeoro hanno vinto il titolo in Centro e Nord America (Messico ’70, Usa ‘94) in Europa (Svezia ‘58) ed infine in Asia (Corea e Giappone 2002). Sembrerebbe mancare all’appello proprio l’Africa….(to be continued)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Comments

  1. Situazione analizzata molto bene anche se per me la favorita in questo momento è l’Inghilterra di don Fabio…e poi speriamo bene per Noi!!!

  2. Caro Luca, hai ragione l’Inghilterra è una corazzata e Don Fabio in panchina è una garanzia, ma la Spagna parte leggermente avanti nel pronostico perchè ha una qualità complessiva superiore e un impianto di gioco collaudatissimo. Entrambe però dovranno abbattere la tradizione che le vede spesso fallire al mondiale. Inoltre fuori dall’Europa un europea non ha mai vinto, per questo occhio alle 2 sudamericane…
    Quanto a noi speriamo bene, ma vedrai che venderemo cara la pelle, ne sono certo

Speak Your Mind

*