Mondiali 2010: Il punto di Stadio Goal. Una finale inedita tra vizi ed emozioni (I parte)

Ci siamo, domani sul terreno del Soccer City di Johannesburg assisteremo all’atto finale di questo Mondiale sudafricano, un torneo che, a parte la cocente delusione “regalataci” dai nostri azzurri”, ci ha fornito molte emozioni e sfide ricche di pathos e spettacolo.
Era partito in sordina, ricorderete, il mondiale, ma dopo una prima fase avara di gol, le partite sono salite di tono e ci hanno permesso di gustare tante belle reti, giocate spettacolari e, seppur qualche grande campione abbia deluso le aspettative, abbiamo scoperto insieme giovani talenti emergenti i cui nomi ritroveremo ancora come sicuri protagonisti negli anni a venire.
Dal punto di vista organizzativo, il primo mondiale della storia disputato in Africa è stato un successone. Stadi stupendi (che in Italia purtroppo ci sogniamo…), tifo eccezionale e correttissimo, fair play e belle partite. Un successo che sicuramente renderà felice il padrone del vapore, quel Sepp Blatter che il mondiale nel continente nero lo aveva fortemente voluto (questione di voti più che di reale convinzione), e che ora tra i suoi vari compiti di presidente Fifa avrà quello di trovare finalmente spazio alla tecnologia per evitare di rivedere in futuro “orrori” assurdi come il gol fantasma di Lampard e la rete di Tevez in fuorigioco.
Queste alcune delle parentesi negative di questo mondiale, insieme all’orribile Jabulani, (a cui i giocatori sembrano essersi abituati solamente alla fine del torneo) il pallone imposto dall’Adidas, più che uno sponsor il vero padrone assoluto di ogni evento Fifa (tra l’altro le due finaliste sono entrambe sponsorizzate dalla multinazionale tedesca). Sarebbe ora che la federazione calcistica internazionale, invece di prostituirsi in onore del denaro, cominci a pensare seriamente al bene più prezioso, conservare la credibilità del calcio evitando diavolerie imposte da chi a calcio probabilmente non ha neanche mai giocato.
Ma torniamo a parlare esclusivamente di quanto visto e di quanto vedremo sul rettangolo di gioco. Come abbiamo detto è stato un mondiale inedito e, ovviamente, non poteva che esserci una finale inedita. Per la prima volta nella storia del torneo iridato, in finale non ci sarà una delle storiche grandi potenze calcistiche, Brasile, Italia, Germania e Argentina.
Almeno una delle magnifiche quattro era stata infatti sempre in campo nelle precedenti 18 finali (in realtà 17 visto che nel 1950 la Coppa venne assegnata con un girone di finale all’italiana, la cui decisiva sfida fu l’ormai celebre Brasile-Uruguay). Altro fattore inedito, sarà una finalissima tutta europea, come successe quattro anni fa e come era successo solamente in altre sei edizioni, ma sempre in Europa. Per la prima volta quindi una finale tutta europea si giocherà in un altro continente ma soprattutto, per la prima volta una squadra del vecchio continente trionferà fuori dei confini europei. Dunque il successo di Olanda o Spagna potrà essere dipinto come una vera e propria impresa storica.
Non finisce qui perché dopo ben 32 anni, torna ad esserci una finalissima tra due formazioni mai vincenti in un mondiale precedente. L’ultima fu nel 1978 tra Argentina e proprio l’Olanda. Gli orange dunque proveranno finalmente a trionfare dopo due finali, consecutive, perse e sempre contro i padroni di casa. Per la Spagna invece la finale sarà una novità assoluta. Mai le Furie Rosse si erano arrampicate così in alto. Entrambe dunque potrebbero riscrivere la loro storia calcistica e, comunque vada, avremo una nuova formazione Campione del Mondo che subentrerà all’Italia (capitan Cannavaro domani sera riconsegnerà mestamente la Coppa…) nell’albo d’oro.
Infine grazie ad Olanda e Spagna, l’Europa domani sera compirà il sorpasso, ottenendo il decimo successo mondiale contro i nove del Sudamerica, ponendosi come continente guida del movimento calcistico. Sembrava una cosa impossibile solo pochi giorni fa, quando ai quarti erano arrivate solamente tre formazioni europee e ben quattro sudamericane. Ma di questo comunque abbiamo già abbondantemente parlato.

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