Mondiali 2010: Germania-Spagna, le pagelle degli iberici. Fenomeno Iniesta, insuperabile Puyol

SPAGNA

CASILLAS 7: dopo aver salvato le Furie Rosse parando il rigore a Cardozo sullo 0-0, si ripete respingendo con sicurezza la conclusione a botta sicura di Kroos, episodio decisivo visto che quattro minuti dopo arriva il gol di Puyol.
SERGIO RAMOS 7: Una spina nel fianco della difesa tedesca. Ha una falcata e una progressione impressionante che lo porta a solcare la fascia destra con grande continuità. Praticamente un’attaccante aggiunto, prova anche la battuta a rete senza fortuna. Rischia un po’ nella chiusura, comunque decisiva, su Ozil nel primo tempo.
PIQUE 7: di testa le prende tutte lui, padrone dell’area di rigore spagnola. Klose è un cliente scomodissimo, ma lui lo tiene con disinvoltura. In più ha grande tecnica di base che lo porta spesso e volentieri a iniziare l’azione con buon costrutto.
PUYOL 8: grintoso e determinato, chiude ogni falla che si apre quando la Spagna si sbilancia in avanti. Di testa poi è come e più di Pique, insuperabile, ed è anche pericolosissimo quando avanza. Nel primo tempo sfiora il gol su cross di Iniesta, nella ripresa la rete, la più importante della sua carriera, quella che vale una finale attesa da decenni, la segna con un terzo tempo fantastico.
CAPDEVILA 7: come Ramos, affonda spesso i colpi sulla fascia di competenza. Con Iniesta poi si trova a meraviglia e da una sua incursione nasce la palla gol migliore per la Spagna prima del vantaggio.
BUSQUETS 7: probabilmente un po’ lento, gioca quasi da fermo ma ha piedi e grande senso tattico. Del palleggio stordente degli spagnoli è uno degli artefici, completandosi bene con Iniesta, Xavi e Alonso. Inoltre fornisce discreta copertura alla difesa.
XAVI 7: cervello del Barcellona e della Spagna, un giocatore che ha difficilmente eguali nel mondo pallonaro. Piedi sopraffini, mai un’idea banale.
XABI ALONSO 7: La qualità del centrocampo spagnolo è impressionante e lui è uno degli artefici principali. Giocate sempre importanti, spesso di prima, nella ripresa è anche molto insidioso con le sue conclusioni dal limite, prima di destro e poi di sinistro, che passano non lontano dal palo. Geniale poi il suo colpo di tacco che innesca Iniesta nella ripresa, il quale va poi al cross non trovando Villa di un soffio.
INIESTA 7.5: probabilmente il migliore centrocampista del mondo. Ha piedi raffinatissimi che, uniti al suo baricentro basso, lo rendono impossibile da prendere per gli avversari a cui nasconde spesso e volentieri il pallone. Serve continui assist con palloni a pelo d’erba che finiscono con il contagiri sui piedi dei compagni. Fantastico.
PEDRO 6.5: meriterebbe molto di più, se non fosse per la “cavolata” fatta nel finale. Tutto solo in contropiede, si presenta davanti a Neuer ma, invece di calciare o servire il solissimo Torres, si perde in inutili finte. Per il resto gioca alla grande, imprendibile quando parte palla al piede e pericolosissimo nei pressi dell’area. Prova anche la battuta a rete ma Neuer è attento. Nel primo tempo poi serve un pallone stupendo a Villa chiuso dal portiere tedesco.
VILLA 6: non la sua migliore partita. Del Bosque con l’inserimento di Pedro da 1’ minuto, lo riporta al centro dell’attacco e lui stavolta soffre la marcatura attenta di Friedrich aiutato dal raddoppio dei compagni. In avvio ha una buona opportunità, si dispera nella ripresa quando non arriva per un soffio sul cross basso di Iniesta.
TORRES 6: bocciato da Del Bosque va in campo solo nel finale e non ha tempo e modo di farsi vedere. Pedro poteva servigli il pallone che avrebbe potuto sbloccare il suo mondiale; avrà ora un’ultima grandissima chance per svegliarsi dal torpore.

DEL BOSQUE 7.5: la sua Spagna è una meraviglia, ha talento in quantità industriale e gioca un calcio fatto di un possesso palla quasi stordente. Non alzano mai il pallone gli spagnoli e mettono in atto un pressing costante nella metà campo avversaria che permette loro di recuperare subito la sfera ed impedire agli avversari di essere pericolosi, come è accaduto contro la Germania, praticamente disinnescata in partenza. La Spagna ha inoltre ormai la giusta convinzione e mentalità che deriva da due anni di continui successi dall’europeo in poi, come dimostra la capacità di reagire alle iniziali difficoltà di questo mondiale, una cosa che in passato gli iberici non sarebbero mai stati capaci di fare. Ora possono entrare definitivamente nella storia, ma per battere l’Olanda dovranno eliminare i pochi difetti. Innanzitutto essere più concreti, a volte danno l’impressione di voler arrivare in porta con il pallone incollato al piede. Con la giusta concretezza questa squadra diventa praticamente imbattibile. Intanto però il vecchio del Bosque ha portato le Furie Rosse lì dove nessuno era mai arrivato, in una finale mondiale. Ha già riscritto la storia, in attesa di completare il capitolo più bello.

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