Mondiali 2010: Ecco la Flop 11 di Stadio Goal. Paperone Green, Kakà nervoso, Rooney anonimo

FLOP 11

Dopo una “dura” selezione, ecco un undici formato dai peggiori per ruolo di Sudafrica 2010. A leggere i nomi sarebbe una formazione molto forte con un attacco da sogno, peccato che questo mondiale per tali giocatori si sia presto trasformato in incubo.

Modulo: 4-2-3-1
Green; Otamendi, Cannavaro, Terry, Evra; Felipe Melo, Marchisio; C.Ronaldo, Kakà, Messi; Rooney.
Panchina: Marchetti, Gallas, Johnson, Vidic, Criscito, Gourcouff, Lampard, Krasic, Kuzmanovic, Di Natale, Ribery, Anelka.

GREEN: La palma del peggior portiere va a lui. In campo solo all’esordio, la combina grossa regalando il pari agli Usa con una papera colossale. Bruciato in partenza da Capello, il campo non lo ha più visto. Se questi sono i giovani e promettenti portieri inglesi…
OTAMENDI: Maradona lo ha preferito all’inossidabile Javier Zanetti. Difficile comprenderne il motivo. Oltretutto lui terzino non lo è mai è stato, e questo può essere usato magari a parziale scusante delle sue pessime prove. Partito in panchina all’esordio si è poi guadagnato il posto da titolare chiudendo però in maniera disastrosa contro la Germania, ridicolizzato da Muller.
CANNAVARO: Fa male inserirlo in questa lista, lui che al mondiale 2006 era stato il migliore in assoluto. In Sudafrica però si dimostra lontanissimo da quei livelli e del resto era difficile a 37 anni suonati aspettarsi il contrario. Forse non il peggiore nell’inguardabile difesa azzurra (5 reti subite), ma in quanto pilastro e in più capitano, il simbolo del fallimento della nostra nazionale. Avrebbe meritato chiusura più degna.
TERRY: chiude una stagione difficile, soprattutto per quanto accaduto fuori dal campo, con un mondiale altamente deludente. Sempre in affanno, contro la Germania autore di una prova pessima. Trasformatosi da elemento cardine a punto debole della retroguardia inglese.
EVRA: il suo mondiale verrà ricordato soprattutto per essere stato il capitano degli ammutinati. Una figura barbina che in patria difficilmente gli perdoneranno (Thuram lo ha già pesantemente accusato, intimandogli di lasciare la nazionale). A parte le tristi vicende di spogliatoio, disputa un torneo veramente squallido, lontanissimo dai suoi standard. Ridicolizzato addirittura nella sfida con il Messico dal giovane Barrera.
FELIPE MELO: “E’ meglio che in Brasile non venga neanche a fare le vacanze.” Ci è andato giù duro Ronaldo nei suoi confronti, accusandolo di essere stato l’artefice principale dell’eliminazione del Brasile. Ed in effetti le colpe sono principalmente sue. È riuscito in questa stagione orribile, nell’impresa di accumunare i sentimenti di tutti i tifosi nei suoi confronti. Ormai lo odiano gli juventini e i brasiliani insieme e riuscire a riscattare un anno del genere sarà molto ma molto dura.
MARCHISIO: doveva essere l’uomo nuovo dell’Italia, il volto giovane che avrebbe dovuto dare nuova linfa alla nostra nazionale. È stata invece una grande delusione. Veniva da una stagione anonima nella Juventus, e in Sudafrica è riuscito ad andare anche peggio, toppando malamente tutte e tre le gare degli azzurri. Le qualità non mancano, bisognerà vedere se avrà la personalità per mettere da parte questo disastroso mondiale.
C.RONALDO: il suo mondiale non è stato un flop totale ma, viste le enormi potenzialità, avrebbe potuto dare molto di più. Il gioco del Portogallo non lo ha di certo agevolato, ma lui, uomo simbolo di questa nazionale, doveva essere il trascinatore che invece sui campi sudafricani non abbiamo mai visto. Chiude il suo torneo con un solo, inutile, gol all’attivo.
KAKA: stranamente nervoso (anche un’espulsione rimediata nella seconda gara), non è mai riuscito ad incidere in questo Brasile. Lontano parente di quello ammirato per anni al Milan, non si è mai acceso in Sudafrica, lui che fatto fuori da Dunga Ronaldinho, doveva essere l’uomo faro dei verdeoro. Solo nell’ultima sfida con l’Olanda, un primo tempo incoraggiante, prima di sparire definitivamente di scena.
MESSI: con Cristiano Ronaldo era probabilmente il più atteso, pallone d’oro in carica e dunque osservato speciale. Come il rivale del Real Madrid però, è uscito di scena senza lasciare il segno. Dopo un avvio comunque promettente si è perso per strada finendo con zero gol all’attivo e una cocente umiliazione subita dalla sua Argentina contro la Germania.. Su di lui Maradona aveva riposto molte delle speranze dell’Albiceleste ma la Pulce non si è ancora dimostrata all’altezza del suo tecnico. Per ora può consolarsi pensando che anche il Pibe de Oro al suo primo mondiale in Spagna non fece molto, chiudendo con una eliminazione ed un espulsione contro il Brasile, per poi diventare Re in Messico nel 1986. Magari andrà meglio in Brasile tra quattro anni, per ora però non bisognerebbe neanche avvicinarlo a Maradona.
ROONEY: a parziale alibi per un mondiale abbondantemente sottotono, le condizioni in cui Wayne è arrivato in Sudafrica, reduce da un infortunio piuttosto serio alla caviglia nell’ultima parte di stagione. Non era in forma il torello dei Red Devils ma avrebbe potuto dare comunque di più alla nazionale. Clamorosa l’occasione fallita con la Slovenia, nell’ottavo contro la Germania poi praticamente non ha visto palla. Un’altra delusione mondiale dopo il cartellino rosso contro il Portogallo con cui aveva mestamente chiuso Germania 2006. Probabilmente non finirà a cucinare in una Roulotte come nell’ormai celebre spot (che ha tra l’altro portato male a diversi suoi interpreti..) ma per scrivere un futuro migliore in maglia inglese gli toccherà aspettare almeno altri quattro anni.

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