Mondiali 2010: Argentina e Brasile, il Sudamerica triste. Ghana illusione Africa

Detto delle magnifiche quattro, facciamo un passo indietro per parlare delle deluse, in primis Argentina e Brasile, tornate a casa con la coda tra le gambe.
Sarebbe facile attribuire il fallimento ai due giocatori simbolo di queste squadre, Kaka e Messi, autori di un mondiale sottotono. In realtà la spiegazione è molto più complessa e l’eliminazione dei sue colossi sudamericani è figlia di situazioni molto diverse.
Il Brasile plasmato da Dunga aveva dimostrato un’ottima organizzazione. Era sembrata una squadra solidissima, molto concreta, capace di arrivare facilmente in fondo a questo mondiale. Del resto anche il primo tempo contro l’Olanda non poteva far immaginare un epilogo simile. Invece nel secondo tempo i brasiliani hanno smarrito le proprie certezze, pagando forse un pizzico di arroganza.
È stato proprio nel momento in cui la squadra di Dunga è tornata a fare il Brasile vecchio stampo che ha perso la partita. A tradire poi i verdeoro è stato un disastroso Felipe Melo che ha comunque dato ragione a chi aveva criticato le scelte di Dunga, CT che va quindi ad unirsi a quei tecnici che hanno pagato a caro prezzo le proprie discutibili scelte, come Lippi, Capello, Domenech, e infine Maradona.
Diego nel match decisivo contro la Germania ha mostrato tutti i suoi limiti di allenatore ancora inesperto. Fantastico nella gestione del gruppo, praticamente un padre condottiero, Maradona ha ampiamente perso la sfida della panchina con Loew. Tatticamente la Germania è stata perfetta, non così l’Argentina che aveva puntato tutte sulle magie dei propri fantastici solisti. La forza e il ritmo dei tedeschi ha però stritolato l’Albiceleste, costringendo all’amara eliminazione Maradona, il quale ha pagato anche scelte dimostratesi chiaramente sbagliate. Un vero delitto lasciare a casa Zanetti e far giocare l’inguardabile Otamendi sulla destra.
Dovranno voltare pagina dunque le due sudamericane per preparare il mondiale casalingo (si giocherà in Brasile nel 2014) ma quello che si avvia all’epilogo è stato anche il mondiale delle lacrime e delle imprese solo sfiorate. Cardozo facendosi parare il rigore da Casillas ha sciupato l’opportunità di far arrivare il Paraguay tra le prime quattro, ma sono di Gyan i rimpianti maggiori.
L’attaccante del Ghana aveva sul piede al 120’ il pallone che poteva portare i ghanesi e tutta l’Africa nella storia. La traversa della porta del Soccer City però ha rovinato la festa, rimandando i sogni di gloria africani. Le lacrime di Gyan alla fine del match erano quelle di tutto un popolo. Bellezza e crudeltà del mondiale, straordinario contenitore di sogni che non finirà mai di emozionarci.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Speak Your Mind

*