Milito e Ranieri uomini derby, il Milan finisce ko

Inter felice con Milito. Milan ko nel derbyRoma non è stata costruita in un giorno, questa Inter ruspante che conferma la sua striscia positivissima di sei vittorie di seguito, battendo anche il Milan (1-0, Milito), è stata costruita in un giorno, forse in poche ore di Serie A. Scommettiamo che Claudio Ranieri, gentleman e “derby-man”, calda razionalità fatta allenatore, ce l’aveva già in mente da quando, tre mesi fa, ricevette l’alto incarico di condottiero della beneamata dopo il flop di Gasperini.
Il buon vecchio Seneca, che a Roma aveva vissuto come Claudio, diceva che dalle idee nascono poi i più luminosi fatti. L’Inter operaia e strenua che ha battuto ieri i campioni d’Italia del Milan, il tecnico di Testaccio ce l’aveva in mente da quando il suo incarico è iniziato, se non da prima quando, con garbo e cognizione di causa, commentava le partite sulla Rai.
Nella squadra granitica e battagliera che ha costretto la lanciatissima banda di Allegri ad uscire dalla stracittadina a mani vuote, c’è tutta la mano di Ranieri che davvero, ha ridato vita a dei giocatori che sembravano già morti, e ha riportato una luce in un ambiente troppo colmo di tenebre.
Se l’Inter dello scorso gennaio gongolava per aver trovato con Leonardo nuovi stimoli e nuova anima dopo la fallimentare esperienza di Benitez, quest’Inter sta addirittura meglio, perchè Ranieri non è arrivato dopo Natale ma, molto prima. Con Leo si ritrovò l’anima, con Ranieri si è riscoperta la testa. In Milito che segna tre gol in due partite, in Lucio che dietro non fa passar neanche una ferrari, nel ritmo pimpante di una formazione che gioca senza tanti complessi, si sono riviste folate di quel vento mouriniano che sappiamo cosa portò.
In una serata Ranieri e l’Inter ci hanno spiegato che a volte, nel calcio, non conta niente possedere di più la palla ma, è più utile mettere in cassaforte la palla una sola volta e giocarsela senza pensieri. La sua remuntada è prima di tutto un atteggiamento ed un’intensità nuova da parte di tutti i componenti: Maicon è tornato a spingere, Nagatomo sembra Bolt, Lucio e Samuel sono tornati implacabili e davanti Milito, dopo l’annus orribilis dello scorso torneo, ripropone oggi il suo dorato repertorio di bomber.
Il Milan? La corazzata di Allegri sta tutta in quello scivolone di Abate che, forse ha giochicchiato col suo nome di Ignazio ( colui che brucia.. ) ed ha bruciato le speranze rossonere di derby, concedendo a Milito ed all’ Inter, la vittoria e dando un contentino a papà Beniamino, per anni, secondo portiere nerazzurro. La telenovela di Pato e del suo m’ama non m’ama col Milan, ha sensibilmente innervosito ed impoverito il ragazzo brasiliano di quella verve sottoporta, indispensabile per portarsi a casa il confronto del campanile.
Ibra? Lo svedese è stato letteralmente rapito dai kg e dai centimetri della coppia di pantere Lucio-Samuel prestata all’Inter da qualche pregiata savana. Il Milan ha un gran bisogno di una punta che nei giorni di prigionia di Ibra e di svogliatezza di Pato, la butti dentro senza cincischiare. Magari, la soluzione, si chiama Inzaghi. Aspettando i ritorni di Ambrosini ed Aquilani.
L’Inter, in novanta minuti ha fatto sapere a Ranieri che si ricorda ancora bene come si vince un derby e come si fa fuori una grande squadra; Ranieri ha fatto sapere all’Inter che se si getta il cuore oltre l’ostacolo e si vive un’attenzione totale senza lamentarsi, non c’è limite da porre all’operazione remuntada. In fondo tutto, nasce da un ‘idea (Luca Savarese)

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