Milan vicino al traguardo. Quattro punti e sarà festa scudetto

Vicinissimi. Il Milan ha vinto “la partita” e si prepara ai festeggiamenti in Serie A. 1-0 il risultato, tirato, in casa del Brescia deciso dalla rete di Robinho, mai così decisivo.
Gara cominciata male nella fase di riscaldamento con Thiago Silva che accusa un lieve risentimento muscolare che allarma Allegri e Gattuso che si ferma lasciando il posto di titolare a Flamini. È proprio il francese però a sfiorare il gol nei minuti iniziali con un gran destro dalla distanza, seguito a ruota da Seedorf e Cassano che sfiorano la rete del vantaggio più volte.
Ci vogliono più di 20 minuti per vedere le Rondinelle nei pressi della porta difesa dal recuperato Abbiati ed è sempre Eder a provarci, ma con scarso successo. I ritmi cominciano ad abbassarsi e l’ultimo squillo è dato da un calcio d’angolo in favore del Milan in cui Berardi “denuda” Boateng in area, senza però alcuna conseguenza.
La prima frazione di gioco si chiude quidi in parità, con i rossoneri in sostanziale comando del gioco ma con troppi errori e troppa poca cattiveria e il Brescia in grande difficoltà in difesa e poche incursioni nella metà campo avversaria.
Ripresa che denota subito una maggiore convinzione da parte dei padroni di casa, con occasioni sempre sui piedi del folletto brasiliano Eder. Il match pare incattivirsi un po’ soprattutto per le entrate poco ortodosse di Berardi e Abate. L’occasione più importante per i bresciani arriva dal sinistro di Diamanti (quasi) perfetto che si stampa sulla traversa negando la gioia del vantaggio al pubblico.
E come nei classici copioni calcistici, è proprio sulla ripartenza che il Milan trova la rete che vale i 3 punti d’oro con Robinho servito da Cassano. Gioia e festeggiamenti che sottolineano l’importanza della rete decisiva e anche l’arrivo di nuovi piccoli milanisti (almeno a giudicare dall’esultanza “cullante”). Gara che si chiude con tanti sorrisi milanisti e una sola netta convinzione: mancano 4 punti allo scudetto matematico in Serie A e 4 partite ancora all’appello. Insomma, se non è fatta poco ci manca. Milano si sta già preparando (Camilla Elisa Vignoli).

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