Milan d’applausi, Inter ancora ko. Napoli Modesto col Parma

Vorrei sapere perchè il mondo piange” cantava Irene Fornaciari, la figlia di Zucchero a Sanremo di un paio d’anni fa. Mastica amaro l’Inter che al Massimino di Catania si fa rimontare l’iniziale vantaggio di Cambiasso e perde malamente per due a uno nella 7/4 giornata di Serie A.
Perchè piange quest’Inter? Le medicine hanno effetti buoni se prese regolarmente. Sembra che la medicina di Ranieri la squadra l’abbia presa solo due volte, in occasione della trasferta di Bologna (prima panchina nerazzurra per il testaccino) e nella trasferta di champions a Mosca. Poi basta, i nerazzurri contro Napoli e Catania hanno fatto tutto da soli, pensando forse di esere già guariti e dimenticandosi della medicina somministrata da Ranieri.
Se a Bologna e a Mosca aveva vinto Ranieri, ieri ha perso la squadra, diversamente dal patatrac contro il Napoli nel quale anche il tecnico romano (in quell’occasione iroso) ci aveva messo del suo. Complimenti al Catania che ha avuto la forza e la pazienza di recuperare lo svantaggio ed ha corso di più di Maicon e soci. Nell’azione che ha portato al pareggio meraviglioso di Almiron, si vede bene come tutti i giocatori di Montella facciano qualcosa: c’è chi spinge, chi si allarga, che riceve, chi copre. Vittoria legittima e che poteva avere una confezione anche più consistente. Tra Palermo, Novara e Catania, l’Inter ha preso 9 gol. Mal di trsferta o male più profondo?
Sorride invece il Milan che a San Siro batte senza grossi patemi d’animo un Palermo opaco e ritrova il successo in Serie A.  Decisivo il ritorno di Robinho che conferisce leggerezza e generosità alla formazione, più libera d’inventare e di essere sè stessa col brasiliano in campo. Allegri trova le risposte che cercava ed il suo Milan alza la voce e fa sapere che il discorso scudetto vorrebbe ascoltarlo pienamente.
Al San Paolo invece il sorprendente Parma di Colomba batte un Napoli che si è perso per novanta minuti nella sua bellezza e nel suo sfarzo europeo. E’ bene dire che non ha perso il Napoli ma ha vinto il Parma, conferendo alla squadra emiliana i meriti che si spetta e che i media non le hanno dato soffermandosi sull’infelicità del Napoli.
Il Parma sfrutta al meglio il suo stato di forma e riesce a contenere con diligenza le iniziative (deboli e senza verve) dei partenopei che dimostrano ancora una volta di essere ancora in deficit di un ingerdiente fondamentale per vivere e ragionare da grande: la continuità.
Colpisce e stupisce un fatto: i gol decisivi al Parma per compiere l’impresa li hanno realizzati Gobbi e Modesto, due portatori d’acqua, due corridori senza celebrazioni, proprio in quella che doveva essere la giornata del trio dei titolarissimi: Hamsik, Cavani e Lavezzi. Il calcio non è solo una questione di pezzi da novanta. (Luca Savarese)

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