Milan ai quarti, ma quanta sofferenza contro l’Arsenal. Spalletti ko, passa il Benfica

Arsenal fuori, passa il MilanSui molti taccuini dei giornalisti presenti nella tribuna stampa dell’Emirates Stadium di Londra, tra il primo ed il secondo tempo, sarà sicuramente apparso qualche titoletto del tipo “I cavalieri che fecero l’impresa”. Forse solo i più scaramantici non hanno appuntato niente di simile, per non dare luogo a gesti tutt’altro che apotropaici.
Infatti quanto accaduto nei primi 45’ di Arsenal-Milan, aveva tutte le caratteristiche di un’impresa, per gli inglesi, e di una vera e propria disfatta per gli italiani. Davanti agli occhi dei tanti tifosi rossoneri accorsi oltremanica, e di quelli collegati via tv, si sono materializzati i fantasmi di La Coruña, quando, nel 2004, i ragazzi dell’allora mister Ancelotti persero 4-0 dopo aver schiantato all’andata i galiziani a San Siro per 4-1, uscendo mestamente da quell’edizione della Champions League.
Ieri sera però l’epilogo, seppur numericamente di poco diverso, è stato sostanzialmente opposto: infatti, nonostante la brutta sconfitta per 3-0, il Milan riesce comunque ad accedere ai quarti di finale, cosa mai riuscitagli negli ultimi cinque anni. E per un gol Arsène “perse la coppa”.
Ai Gunners, infatti, sarebbe bastato un solo gol in più (magari quel nefasto cucchiaio nel secondo tempo di Van Persie neutralizzato incredibilmente da Abbiati) per andare ai tempi supplementari e giocarsi le sue chance di qualificazione sull’euforia di un risultato quasi impensabile e contro uno scioccato Milan che credeva di avere già la qualificazione in tasca.
Gli uomini di Allegri sono arrivati forse troppo morbidi all’appuntamento, sicuramente influenzati dal largo vantaggio dell’andata, e sin dai primi minuti hanno sofferto un’Arsenal concreto e fisicamente superiore, l’opposto di quanto visto quindici giorni fa. Il primo gol degli inglesi, dopo appena sette minuti di gioco e su azione di calcio d’angolo, ne è la prova: la difesa rossonera si perde completamente Koscielny, che sul primo palo colpisce di testa da solo, da dentro l’area piccola.
Il gol non scuote il Milan, che in balia della velocità degli inglesi, è impreciso a centrocampo, e con Ibrahimovic, in avanti, sempre preda della trappola del fuorigioco attuato da Vermaelen e compagni. Matura così il secondo gol dell’Arsenal, dopo che Abbiati aveva già detto no a Van Persie per ben due volte opponendosi con grandissime parate, grazie ad un insolito errore di Thiago Silva, che rinvia un cross basso in area di Walcott sui piedi di Rosicky, sul quale questa volta il numero dodici rossonero non può nulla.
Neanche il doppio svantaggio fa scaturire la reazione milanista, che subisce in tutte le zone del campo la brillantezza e la velocità degli uomini di Wenger (furioso a fine gara contro l’arbitro sloveno Skomina), che prima dell’intervallo usufruiscono anche di un calcio di rigore, grazie al fallo commesso dal duo Nocerino-Mesbah, che atterrano in area OxladeChamberlain: dal discetto Van Persie fa 3-0.
Negli spogliatoi, però, Allegri si fa sentire, e nel secondo tempo il Milan sembra più concentrato e, seppur soffrendo le ripartenze dei gunners, riesce anche a proporsi pericolosamente in attacco con Ibrahimovic e nel finale anche con Nocerino, che sbaglia davanti a Szczesny. Dall’altra parte, Abbiati risulta essere ancora decisivo, e sicuramente il migliore in campo tra i suoi, murando più volte gli attacchi inglesi, ed in particolare su Van Persie, che al 59’ sciupa una ghiotta occasione provando un inutile cucchiaio dopo la respinta pazzesca del portierone rossonero sul tiro di Gervinho, deviato dai difensori milanisti.
La ripresa finisce senza gol e il Milan si qualifica ai quarti, mentre l’Arsenal riceve un tripudio di cori e applausi dai propri supporters, per l’impegno dimostrato in campo e l’impresa solo sfiorata.
Ma per un’impresa sfiorata ce n’è anche una agguantata, come quella del Benfica, che in casa batte per 2-0 lo Zenit, rimediando al 3-2 subiìo in Russia. Gli uomini di Spalletti non sono mai entrati in partita, forse anche a causa delle due lunghe trasferte affrontate in appena tre giorni (Mosca in campionato sabato scorso e Lisbona ieri) e solo negli ultimi dieci minuti tentano una timida reazione allo strapotere portoghese.
Il Benfica, invece, parte subito forte, anche se trova la rete solo pochi istanti prima dell’intervallo, grazie alla marcatura del terzino Pereira. Il secondo tempo è un motivo suonato sullo spartito del primo, e dopo aver sbagliato tutto lo sbagliabile, i lusitani raddoppiano il loro vantaggio e lo fissano, definitivamente, sul 2-0 nel secondo minuto di recupero, grazie al gol del subentrato Nelson Oliveira. (Mauro Giorgini)

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