Magia di Seedorf, il Milan batte il Cesena e coglie la prima vittoria stagionale

Milan-Cesena era una partita a due facce, quella di Allegri e quella di Giampaolo, allenatori diversi, con giocatori diversi e obiettivi diversi, ma entrambi a caccia dei tre punti, nonché della prima vittoria stagionale in Serie A.
A raggiungere per primo il traguardo è stato Allegri, con i suoi diavoli rossoneri, che al 5′ del primo tempo, trovano una prodezza di Seedorf e intascano vittoria, morale e tre punti. 1-0 e controllo, più o meno netto, della partita.
E infatti non si può parlare di uno schiacciante dominio dei milanesi, padroni del possesso palla, ma in alcune situazioni, principalmente nel secondo tempo, in balia delle spinte di Eder e di Ghezzal; vero è che se Cassano si dimostra così in forma e inventa giocate come quelle viste ieri sera allo stadio Meazza, il Milan può senz’altro sorridere e ammortizzare il fastidio di non avere Ibrahimovic e Pato.
Un primo tempo che ha visto El Shaarawy protagonista, un ragazzo giovane, con grandi opportunità di crescere, vista l’emergenza attacco in quel di Milanello; ma le chances il piccolo faraone se le sta meritando e, parole di Allegri, si deve pretendere il giusto, senza mettere pressioni alla sua maturazione.
Nel Cesena c’è l’idea di gioco di Giampaolo, l’idea di amalgamare la sua squadra in una forza unica e unita, ma ancora nessun punto è arrivato e dopo quattro giornate di secca è evidente che vada data una scossa ai giocatori, un pò inflessibili e imprecisi nel costruire e portare avanti l’azione: Parolo doveva essere uno dei perni del Cesena, ma ieri sera è stato un fantasma. Mutu e il tridente d’attacco con Martinez non è stato pungente e sono state misere le occasioni da goal.
Nel Milan Seedorf si è preso e meritato cori e applausi sia nel momento del goal, che doveva essere un cross, ma che è diventato uno splendido tiro in porta, che a detta di Seedorf è stato studiato in allenamento, sia nel resto della partita; ci sono colonne portanti nella formazioni di Milanello e una di queste è Thiago Silva, che a dominio della difesa mette tutti comodi in poltrona.
Nella notte milanese a gran voce è stato chiamato Pippo Inzaghi, amore indiscusso della Curva Sud e giocatore in grado di trasformare una partita con un’improvviso cambio di ritmo, di genialità: entra in campo, al posto di Fantantonio, e sprizza energia, è un trascinatore, con il cuore e la grinta di un veterano, le gambe e il fisico di un ragazzino. L’addio al calcio sembra davvero un miraggio ben lontano. (Paola Prina)

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