Luciano Moggi novello Ulisse: ora serve la dignità, non inutile apologie

Moggi condannato per Calciopoli a cinque anni di carcereLa procura di Napoli ha emesso la sentenza: Luciano Moggi deve scontare cinque anni di carcere. Brutte notizie anche per Della Valle, il dirigente degli arbitri per il Milan, Meani, e Claudio Lotito, Bergamo e Pairetto, che dovranno scontare rispettivamente tre anni ed otto mesi e un anno ed undici mesi.
Condannati tra gli altri anche gli ex arbitri Bertini, Racalbuto, De Santis, Dattilo, per un totale di 16 fermi. Sono le pesanti sentenze emesse da Teresa Casoria, pm di Napoli. Luciano Moggi, al quale è andata la condanna più grossa, è stato dichiarato colpevole di “promozione ad associazione a delinquere e frode sportiva“. E di lui vogliamo approfondire il discorso.
Luciano ti siamo vicino come uomo ma lontani anni luce da quello che hai fatto. Questo vuol dire che in quegli anni, quando tutti pensavano che il calcio fosse ancora una macchina, seppur arruginita e consunta ma, ancora da provare a guidare in autostrada, lui con un’altra macchina, piena di imbrogli, stava andando contromano e, se non abbiamo evitato il frontale da schianto immediato, è grazie all’alacre lavorio della giustizia sportiva che ha speso mesi e mesi per capire (sta ancora lavorando) quello che è accaduto in quei giorni orribili quando Luciano Moggi, con complici di lusso, falsava il calcio.
E’ importante sottolineare che la Juventus, società per la quale il famigerato direttore sportivo italiano coronava i suoi calcoli poco ortodossi, è stata assolta dal processo; non fu quindi un’epidemia ma una malattia che riguardava un singolo:e questo ci fa capire come l’epiteto di ladrona che spesso anche scherzosamente accompagna le chiacchierate da bar sulla signora, sia fuori luogo. Moggi allora esce ancora di più da quest ultima tappa legale, come un vero e proprio ladrone del pallone del ventunesimo secolo.
Dove lo avrebbe collocato Dante Alighieri nella sua Commedia? Magari tra trent’anni si aprirà una nuova divina commedia, perchè no con un appendice sui fatti ed i personaggi calcistici e si scoprirà che Luciano Moggi è menzionato nel canto dei consiglieri fraudolenti, affianco ad Ulisse e big Luciano è accomunato al personaggio greco dall’aver avuto un grande ingegno ma di non averlo passato sotto il setaccio della virtù ed aver così tentato di superare i limiti imposti da Dio che sostanzialmente, non obbligano ma fanno tendere ad usare e bene le proprie forze.
Ulisse poteva benissimo accontentarsi di non superare le colonne d’Ercole, Luciano Moggi poteva benissimo provare a vincere con gli assi che portava nella juve (e, in quegli anni, ce l’avrebbe fatta ampiamente)..Non si può davvero fare sempre spallucce o dire chissenefrega.
Ha ragione Michele Fusco, giornalista, che ha scritto su metro di mercoledì che è giunto il momento di non chiamare più bagiannate cose gravissime. Invitiamo Ser Luciano e compagnia briscola (anche quella di Ulisse dice Dante era una “piccol compagnia”..) ad accogliere con dignità la dura sentenza, non ha nessun senso portare avanti il tumore ma è necesssario ripartire da zero.
E’ giusto così, basta tentare di rimandare il giudizio, anche se sono delle persone con un conto in banca non certo esiguo, ora sarebbe auspicabile che non chiamassero ultriori altri avvocati solo perchè loro hanno soldoni e possono far tutto, dal farsi operare in cinque minuti all’evitare di pagare di persona,davanti alla morte così come davanti agli sbagli, non c’è livello che tenga: sei chiamato ad una responsabilità-risposta diretta, è in fondo la povertà millenaria dell’avventura della vita: nasci nudo e morirai nudo.
Lo dice bene il Simposio di Platone, quando parla del dio eros, come figlio delle divinità poros e penia, di abbondanza e di povertà; signori che sono stati per anni nell’abbondanza ora accetino con dignità la povertà, che mai sarà tale con tutti i tentacoli che hanno. Non sono gli unici, prima di loro un’illustre schiera: Socrate, Seneca, Gesù: hanno abbracciato le accuse che si battevano su di loro, accogliendo il loro destino, abbracciando il male una volta per tutte, con la logica, difficilissima ma fruttuosa all’ennesima potenza che, accolgo un male ora per un bene più tardi.
Non ha più senso mettere una toppa, ci vuole un nuovo vestito, vino nuovo in otri nuove, una pulizia generale, respirare aria e calcio nuovo. Come il corso Italia di Prandelli invita a fare, come la nuova Juve (orfana di Moggi ma piena di fresche idee pulite) il presente è una distesa di novità, chi fatto qualche marachella grossa, e di un effetto domino devastante, è sacrosanto che paghi. Ora però il calcio vuole guardare ad altri orizzonti, a modi, meno vigliacchi, per potersi divertire e far divertire ancora. (Luca Savarese)

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