Lo scudetto sognato da Abete

In attesa di capire chi davvero ha sparato a JFK a Dallas, continuiamo a parlare di un passato che sarà per sempre il nostro presente. Perché Calciopoli, a prescindere dai gradi di giudizio che saltano fuori a seconda dei giorni (fino a quando rimarrà solo il Gran Mogol delle Giovani Marmotte), ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere il calcio.
Guerra di posizione fra potentati, con eserciti politici e mediatici schierati, invece che gioco più o meno taroccato. Perchè il paradosso è questo: l’eventuale arbitro (o sistema arbitrale) corrotto farebbe comunque in senso ampio parte del mitico ‘campo’ più di questa disputa fra giuristi della domenica. Quel campo di cui non ci interessa più nulla, se non come pretesto per qualche bufala di mercato.
Come previsto un Consiglio Federale dove non mancavano i condannati dalla giustizia sportiva (Ulivieri, per dirne uno) non ha deciso sullo scudetto 2005-06, anche perchè non aveva titolo per farlo. La segreta speranza di Abete è che la Juventus rimanga nei binari della giustizia sportiva: quindi Alta corte di giustizia del CONI ed eventualmente Uefa e Tas di Losanna.
La realtà è che Agnelli può far saltare il banco dei calcio italiano aprendo il capitolo del risarcimento danni: mossa che potrebbe essere anche un boomerang, viste le sentenze della giustizia ordinaria sul quadriennio 1994-98 (anche lì prescrizione) che potrebbero essere usate da Moratti come spada e considerando l’enorme numero di terze squadre coinvolte nelle varie vicende. Sembrerà strano ai più, ma non esistono solo Inter e Juventus (segue)

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