L’Italia doma l’Inghilterra ai rigori. Azzurri in semifinale, i bianchi di Hodgson tornano a casa

Italia in semifinale, battuta l'Inghilterra ai rigoriNon parlateci più di corsi d’inglese, non ci servono, non ne abbiamo più bisogno da quando Alessandro Diamanti, in arte Alino, ha dato agli azzurri, con un sinistro aperto ed angolato, la reale e meravigliosa certezza della semifinale ad Euro 2012.
Complimenti Italia, squadra di cuore e polso, di sana e robusta costituzione che hai detto a Roy Hodgson, mister il tuo inglese con tanto di pacchetto di un calcio non semplice ma semplicistico non ci interessa più, non sappiamo proprio che farcene.
Ci coccoliamo il nostro, fatto di 120 minuti di strenuo impegno, di energie sputate, di fiato più volte ritrovato come uno stantuffo di candele, più dalle preghiere che dai pomoni di chi era in campo. Da Buffon a Balotelli, non c’è stato un giocatore azzurro che sia uscito dallo stadio Olimpico di Kiev, con la maglia priva di sudore.
Cari inglesi voi avrete pure inventato il football, noi, ieri sera, vi abbiamo mostrato come ci si gioca: un dominio continuo, altro che stile Spagna, nel più alto stile creativo italiano. De Rossi, Pirlo, Marchisio sembravano i nostri Leonardo, Michelangelo e Brunelleschi nei loro laboratori: creavano e distruggevano, non c’è stata palla che non abbia ricevuto la benedizione della creatività, della possibile azione pericolosa per gli avversari.
Gli inglesi hanno fatto un’azione, noi abbiamo fatto la partita. Tra la parata di Buffon sulla conclusione ravvicinatissima di Johnson e la perla al cucchiaio di Pirlo, c’è il volto audace e coraggiosissimo e, un pizzico incosciente, della nostra Italia che più passano le partite di questo euro, più cresce e diventa grande.
Il povero Hart non ne poteva più di vedere maglie azzurre nei pressi della sua area. L’Inghilterra era forse la formazione più fisica di tutto il torneo, noi le abbiamo dato il nostro fisico, mica vinto e pusillanime ma, spadaccino più che mai.
Prova ne è stata la gara, coi fiocchi, di Antonio Nocerino, subentrato al posto di un ottimo De Rossi: prima uno stop e tiro, sapientemente imbeccato da Marchisio, poi un gol annullato e, dulcis in fundo, la gioia di un rigore messo al di là delle spalle del portiere inglese.
Grazie ragazzi, non vi siete addormentati un secondo e, ci avete regalato dei rigori da sogno. Ora facciamo festa per un po’ di ore in tutti i dialetti e gli idiomi dello stivale ma, per favore, se chiamano per rifilarci un corso d’inglese, rispondiamo che davvero, mai come oggi, non ne abbiamo bisogno.
Annunciamo e cantiamo la lingua del nostro calcio, di questo nuovo generosissimo ed intensissimo calcio prandelliano, dove le emozioni girano libere e grandi e sono live, come un nuovo canale davanti al quale, non riusciamo proprio più ad usare il telecomando. (Luca Savarese)

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