L’Inter ha inciam…Pato

Il più importante dei derby di Serie A va al Milan che ha dimostrato, nei novanta minuti, di desiderarlo di più. Lo regala soprattutto alla squadra rossonera Alexandre Pato, autore di una doppietta che ha messo i nerazzurri al tappetto come un doppio gancio del Tyson dei tempi migliori.
Pronti via, neanche il tempo di accomodarsi sul divano ed è subito gol, quello del numero sette brasiliano che approfitta di un qui pro quò tra Julio Cesar e la difesa ed appoggia in rete facilmente. Il Milan è avanti ma si ha l’impressione che a volte questi vantaggi così fulminei poi non reggano. Con il passare dei minuti del primo tempo si nota però che il Milan vuole mettere al derby il suo ritmo, il suo gioco. La personalità la mette il Milan, la resistenza l’Inter. Pato e Robinho corrono tanto e per la mediana e la difesa nerazzurre sono affanni continui. Già Pato.
Il ragazzo di Pato Branco, classe 1989, gusta e fa gustare nella notte più importante, tutto il suo valore. Lui che si presentò alla prima partita in rossonero al Meazza con un partitone spacca Napoli, l’epifania del 2008. Criticato spesso per le sue turbolente vicende sentimentali passate, ultimamente per il suo fresco legame con la figlia del presidente, lui in campo ci mette tutto il cuore, affinato da una tecnica solare come i fiori di questi primi giorni di primavera. Si muove elegante e veloce con la palla al piede, ricorda Careca, in tribuna per commentare il derby, ed è decisivo con quel numero sette sulle spalle come lo fu un certo Sheva, mostro sacro per gli adepti rossoneri.
Si, senza il mostro tecnico e muscolare di Ibra, il Milan vince, diverte e convince nel derby scudetto di Serie A, con Pato, fornendo anche una prova di maturità. Anche senza lo svedese si può vincere e non in modo stiracchiato ma con un risultato rotondo, davanti al quale inchinarsi ed applaudire. Si, possiamo dirlo forte, questa formazione è da scudetto, il derby ce lo ha comunicato. Nel colpo di testa rabbioso di Pato che infila il due a zero e la sua seconda firma, c’è tutto questo Milan di Allegri, poderoso e ponderato, che infila di spada ma che subito si trasforma in scudo, che ragiona creando e crea ragionando.
L’Inter forse si è presentata in campo solo poderosa (tre punte vere) ma non ha mai di fatto trovato la tranquillità per gestirle e viverle al meglio. Abbiamo avuto l’impressione che Leonardo desse forma ad un’improvvisazione del momento, mentre Allegri seguisse un canovaccio certo. Magari son dettagli ma ti fanno passare da potenziale squadrone a squadra bella e reale, forse bella proprio perchè molto realista. Pato, l’attaccante sempre bersagliato consegna al Milan il testimone dello scatto più atteso (Luca Savarese).

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