Le sorprese della settimana: Apoel e Xandao e quel gusto di zittire Lione e City

Xandao dello Sporting, giustiziere del City in Europa LeagueFabrizio Ravanelli, grande attaccante della Juve pigliatutto di Lippi, oggi vive a Perugia e dirige una squadretta di ciclismo. Nel programma di Mediaset premium Graffiti, format davvero ben fatto, ha rivissuto la sua parabola da calciatore. Raccontando gli anni vissuti alla juve, non tralasciò una sua celebre frase: “con quello spirito, qualsiasi cosa accadeva andava bene“.
Non c’è frase che sottolinea meglio le piccole grandi imprese che, in questi giorni, hanno compiuto una squadra, l’Apoel Nicosia vittoriosa, ai rigori, contro il blasonato Lione e volata ai quarti di Champions, ed un giocatore, Alexandre Luiz Reame, noto come Xandao che si è concesso il lusso di fare un gol di tacco al ricco Manchester City dei vari Silva, Aguero, Balotell, prime donne battute, giovedì sera 8 marzo, nel giorno della festa della donna.
La vetrina, in questi giorni, è tutta per loro. Da Cipro al Brasile, per dire che nel calcio del 2012 c’è posto anche per loro. Non si vive di solo Messi e delle sue immense magie ma anche l’Apoel Nicosia e Xandao possono dire e dare il loro contributo di sogni e speranze al pianeta calcio, non più rigida casta ma democrazia dinamica che, invita tutti a provarci, molti a crederci e nessuno, proprio nessuno, ad arrendersi.
Benedetti siano allora Chiotis Paulo Jorge, Oliveira, Poursaitidis, Boaventura , Sousa, Morais, Charalambidis, Almeida , Manduca, Solari e mister Jovanovic, i cavalieri che fecero l’impresa e Xandao, arrivato a gennaio a Lisbona e capace di far tremare il City.
Certo poi magari al prossimo giro, i citizens ribalteranno le cose e forse la marcia dei ciprioti s’interromperà ai quarti ma scripta manent dicevano i latini: questi due sgambetti a due grandi d’Europa resteranno per sempre. Noi siamo tifosi dell’Apoel e di Xandao, di quel bicchiere mezzo pieno che può controvertere tutti i pronostici in un attimo e, farti vivere lampi e brezze di eternità.
L’Apoel ricorda molto da vicino, anche per la vicinanza geografica, la Grecia di Otto Rehhagel che da operaia diventò aurea e si portò a casa l’europeo del 2004, robe da matti, anzi da matti figli di una speranza forte come il sole che sta tornando, prepotente, a scaldarci. Dolcenera nella sua “Ci vediamo a casa” racconta di una Grande cattedrale ma che non vale un monolocale.
Nel calcio di oggi, ci sono tante cattedrali ma, ci sono anche alcuni sorprendenti monolocali. Noi bussiamo, in punta di piedi, a questi due monolocali dell’Apoel e di Xandao: potete, per favore, darci la ricetta? (Luca Savarese)

Comments

  1. Stupendo!!

  2. Articoli così sono da “Gazza”, complimenti!

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