Lazio e Udinese in testa, in attesa di Napoli-Juve. Poker di vittorie per il Milan

Lazio prima in Serie A insieme all'Udinese in attesa di Napoli-JuveLa Serie A ha subito il crollo emotivo delle lunghe piogge e a Genova, non soltanto per i danni inflitti al capoluogo ligure, ma anche perché giocare sarebbe stato immorale, Genoa-Inter è stata rinviata, così come accaduto a Napoli dove tutti si apprestavano ad assistere al big match tra gli azzurri di Mazzarri e i bianconeri di Conte. Sugli altri campi d’Italia, molti dei quali zuppi d’acqua, si sono disputate le partite dell’undicesima giornata, questa la nostra analisi:

PALERMO-BOLOGNA (3-1): Mangia è la medicina del Palermo e il calmante di Zamparini: Zahavi, Silvestre e Ilicic è il trio vincente che ha affondato i rossoblù di Pioli, che soltanto all’87’ hanno provato ad accorciare le distanze. Ramirez è l’autore del gol, troppo tardi per regalar speranze alla banda rossoblù.

NOVARA-ROMA (0-2): Bisognava aver pazienza per veder arrivare risultati, punti e qualità: Luis Enrique lo sapeva e ha lasciato che i più scettici parlassero e criticassero, ma alla fine aveva ragione il tecnico spagnolo. Contro il Novara i giallorossi hanno trovato guizzi vincenti al 73’ con Bojan e al 76’ con Osvaldo. Ecco la Roma dei nuovi volti, sui quali si legge pazienza e caparbietà.

ATALANTA-CAGLIARI (1-0): A Bergamo la partita si è giocata su un campo inzuppato di pioggia, ma non per questo i 90 minuti disputati dalle due formazioni, tra le migliori in questa Serie A, hanno deluso le aspettative. Uno sconfitto e deluso Cagliari torna a casa con la testa bassa, mentre Denis non vuole smettere di far gol e l’Atalanta si culla il suo talentuoso giocatore, pensando che senza quella penalità la classifica avrebbe un aspetto ancor più accattivante.

LAZIO-PARMA (1-0): Un risultato esiguo, ma che vale la testa della classifica perché la Lazio grazie alla vittoria sul Parma di Colomba si trova a quota 21 punti, tanti quanti quelli dell’Udinese. È Sculli nella ripresa, quasi allo scadere, dopo la traversa colpita nel primo tempo da Lulic, a regalare questa volta i tre punti agli aquilotti, che hanno faticato molto contro i ducali, ma alla fine hanno ottenuto quello che desideravano.

MILAN-CATANIA (4-0): La squadra ammazza grandi è stata polverizzata da un Milan sempre più in forma, sempre più caparbio, nonostante alcune assenza di livello: Cassano ringrazia tifosi, amici, sostenitori per l’affetto con cui gli sono stati vicini, prima e dopo l’operazione, e intanto i compagni rossoneri calano il poker in faccia al Catania di Montella. Ibra su rigore, poi Robinho, un autogol di Lodi aiuta la causa milanista, infine Zambrotta al 77’ chiude la partita e regala ai rossoneri la quarta vittoria consecutiva, ma soprattutto 20 punti che consentono d’intravedere la vetta.

UDINESE-SIENA (2-1): Rischiano qualcosa nel finali gli uomini di Guidolin, ma la corsa per mantenersi in testa alla classifica continua indisturbata: allo stadio Friuli Basta e Di Natale (all’ottavo centro in nove gare, ndr) assicurano l’intera posta in palio; Bolzoni accorcia le distanze al 76’ portando il risultato sul 2-1 finale.

CHIEVO-FIORENTINA (1-0): Dopo un periodo decisamente negativo in cui non sono arrivati punti e gol, il Chievo di Di Carlo riesce a vincere tra le mura amiche dello stadio Bentegodi grazie alla rete di Rigoni. La Fiorentina esce sconfitta, ma avrebbe meritato qualcosa di più.

CESENA-LECCE (0-1): Un Manuzzi ammutolito protesta e perde voce, voglia di sostenere la squadra dopo l’ennesima sconfitta. Arrigoni non aveva promesso miracoli alla prima da allenatore e poco è cambiato rispetto all’era appena trascorsa di Giampaolo.
Il Lecce di Di Francesco ringrazia le defiance dei romagnoli e mette in tasca i tre punti: Cuadrado l’autore del gol. Il Lecce si stringe attorno all’allenatore, a Cesena seguano l’esempio. (Paola Prina)

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