L’Argentina stecca la prima. Finisce 1 a 1 con la Bolivia, Aguero salva la Seleccion

L’Argentina stecca la prima e, nel match inaugurale della Coppa America, si fa ingabbiare dalla Bolivia, che strappa alla favorita Seleccion di Batista un 1 a 1 davvero prezioso, cullando per alcuni tratti anche la vittoria (vantaggio iniziale di Rojas di tacco, con la complicità di Banega, pareggio del “KunAguero).
La Bolivia non deve essere tanto simpatica all’Argentina: l’esercito boliviano catturò Che Guevara, i boliviani quando in panchina regnava Maradona, nell’aprile del 2009, bastonarono gli argentini in una partita di qualificazione a Sudafrica 2010, giocata a La Paz, con un risultato tondissimo: 6 a 1.
Nell’esordio in Coppa America, dunque, allo stadio di La Plata, scopriamo che Lionel Messi, con buona pace dei comuni mortali e con un pizzico di dispiacere da parte dei sognatori, è anche lui un uomo. Com’è diverso infatti la pulce da quel leone che abbiamo gustato nella finalissima londinese di Champions, più di un mesetto fa, dove da solo, stritolò il Manchester.
Ieri, il numero dieci della Seleccion non è riuscito ad imprimere le sue scintille nella prima gara contro la Bolivia, e, con lui, i suoi compagni, sono apparsi stanchi e non ancora capaci di incidere. Un plauso largo spetta però al Kun Aguero, il genero di Maradona, con una bomba al volo su prezioso assist di petto di Burdisso, evita una sconfitta in gara uno e fa sapere alla signora bianconera che, innamorarsi di lui, è qualcosa di più di una cottarella d’estate.
Tornando al giocatore più forte del mondo va detta una cosa: Messi si prepara a giocare una sfida personalissima nelle sfide (saranno tutte super toste, come questa inaugurale ) di questa Coppa America: dimostrare a sé stesso e al popolo invidioso dei suoi detrattori che, lui può anche essere profeta in patria.
In fondo il sopracitato suo concittadino Ernesto Guevara, s’impegnò una vita intera per Cuba ma in Argentina è considerato uno di loro, idolo in ogni tempo. Questa manifestazione in terra albiceleste, se fosse davvero l’occasione per permettere al già immenso Lionel di staccarsi da quella dimensione di Europeità blaugrana e di fondersi come tango puro con il popolo argentino? : la sua anima e le sue giocate saranno al servizio di questo impegno sociale.
Ecco allora questa nuova avventura di calcio, è il modo più autentico possibile per portare tutto il castello del suo talento nei luoghi dove ha iniziato ad abitare, tra la gente che lo considera prima suo e poi un prodotto del Barça. Perchè quando il Che si batteva per Cuba, lo faceva da Argentino. (Luca Savarese)

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