La testa di Ibra e le poche idee della Roma

Il Milan espugna Roma con la doppietta di Zlatan Ibrahimovic e il tris di NestaIl Milan (al quale siamo vicini per i due “malanni” occorsi a Gattuso e Cassano: coraggio ragazzi, tenete duro!) fa tremare il campionato fa: con quella di Roma arriva il poker di vittorie rossonere consecutive, il pieno di punti in una girandola di gol: battute Palermo, Lecce, Parma e Roma ed un netto segnale di forza dato al campionato di Serie A.
In queste partite i rossoneri hanno fatto 14 gol, 9 dei quali opera del clan formato da Ibra, Nocerino, Boateng. Non che la Roma non sia stata in partita ma lo ha fatto in modo confuso e senza mai crederci per davvero. La scelta di tenere Bojan e Lamela in panca all’inizio si è rivelata molto discutibile, con più verve e con un pizzico di cuore oltre l’ostacolo i ragazzi di Enrique potevano benissimo pareggiare ed evitare la quarta sconfitta su dieci gare ufficiali.
Partita sentita quella dell’Olimpico, la sente caldamente Allegri che la finisce negli spogliatoi per espulsiione. Un plauso per la sua formazione: la velocità di giocate è la sua arma miglire, e, quando si muovono palla al piede, i campioni d’Italia possono fare quello che vogliono.
Il doppio Ibra di testa rassicura che il mal di pancia si sta gradualmente trasformando in sete di gol. Un mea culpa per la Roma: a che serve avere Pjanic, Bojan, Lamela e Osvaldo se non li metti quasi mai in condizione di incidere pesantemente e li lasci un pochino a loro stessi? Il Milan c’è eccome, la Roma è ancora “work in progress”. (Luca Savarese)

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