La pittura diversa di Colomba

Franco Colomba è un allenatore che sulla panchina del Parma si sta prendendo delle saporite soddisfazioni. Parcheggiato dal Bologna all’incipit di questo campionato, nelle ore che precedevano l’esordio dei felsinei davanti all’Inter campione d’Italia, dopo che lo scorso anno aveva condotto la squadra rossoblù emiliana ad una tranquilla salvezza, il presidente del Parma Tommaso Ghirardi ha scommesso su di lui per una squadra demotivata e rantolante.
Colomba ha accolto la proposta con entusiasmo ed umiltà, presentandosi nella prima conferenza stampa al Tardini con parole fresche e decise: “Il passato non mi interessa più, il futuro è un mistero, a me piace contemplare il presente”. Detto, fatto. Dopo i primi novanta minuti difficili a Roma contro la Lazio, ecco le tre vittorie monstre contro Inter, Udinese e Palermo, mica Battipagliese, Pizzighettone e Tricase.
Colomba è andato ad accendere l’anima, l’interiorità dei vari Giovinco, Candreva, Zaccardo, Amauri, prima del suo arrivo sempre spenta e quasi logora. Ha riconvinto le teste ed allenato le energie, mai pervenute nell’arida gestione Marino. La sua azione che ama fa cerchio attorno alla squadra a fine partita, per parlare ed abbracciarsi insieme, somiglia ad una pittura nuova, diversa.
Non la precedente natura morta ma una specie di pittura en plain air, all’aria aperta, sul campo, dove le impressioni dei giocatori palpitano più dei battiti cardiaci. Pittore Colomba continui così, i palati fini in quel di Parma, vogliono luminose tele. (Luca Savarese)

Speak Your Mind

*