La partita a carte di Moratti

Menomale che gli antichi fisici avevano l’orror vacui, l’orrore per il vuoto, non riuscivano a percepire il vuoto. Dalle parti di via Durini invece, da un po’ di giorni, regna l’amor vacui, l’amore per il vuoto, che la panchina dei vice campioni d’Italia sia ancora vuota sembra non destare preoccupazione alcuna e più la panchina è vuota, e più la si riempie di nomi: alcuni possibili, altri messi solo per far nome come quando giochi a carte e tiri una carta qualsiasi.
Già, a carte. Da quando l’asso pigliatutto Mourinho, che chiudeva in bellezza e in scaltrezza, le partite di scopa della beneamata non c’è più, all’Inter una sensazione di vuoto è stata sempre nell’aria. Benitez fu un contentino, un due di picche lanciato così a pancia piena, Leonardo fu il jolly giocato in un momento giusto ma poi improvvisamente questo jolly lascia il mazzo e la partita a scopa per emigrare in un altro mazzo, in un altro gioco, quello miliardario degli sceicchi del Psg, ed allora quale carta giocare adesso?
Moratti si arrabatta, l’estate è iniziata e gli interisti vorrebbero veder presto riempita da un allenatore quella panchina in questi giorni riempita dalla musica dei concerti di Vasco. A proposito Eh già canta il “Blasco”, eh già ora che carta giocherà il generoso patron nerazzurro?
Di sette belli non è che ce ne siano poi in giro tanti e magari anche un tre di fiori di basso profilo potrebbe fare delle manches onorevoli. Moratti valuta bene quale carta giocare ora (si avvicina Gasperini), consapevole che non di sole Coppe Italia può vivere la sua pazza Inter. La panchina ancora vuota ed impersonale, rischia di diventare il primo vero tormentone dell’estate. (Luca Savarese)

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