La lucidità di De Laurentiis

La scorsa settimana eravamo al sorteggio (si fa per dire) milanese dei calendari della Serie A e ci siamo trovati a pochi metri dallo show del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis: gli insulti alla Lega, ai colleghi, lo stop intimato a un ragazzo in motorino in mezzo a via Feltre con susseguente fuga inseguito da altri dirigenti e addirittura dal suo stesso autista.
Peggio di De Laurentiis hanno fatto gli editorialisti, non necessariamente di media del Nord, con il solito temino sulle buone maniere che però non riservano alle porcherie (con le buone maniere, certo) perpetrate dai propri numerosi azionisti.
Il ‘dichiarazionismo’ estivo del produttore non può invece essere derubricato al rango di macchietta, prima di tutto perchè è una delle poche cose calcistiche vere in questa estate di mister X, blitz inesistenti e giocatori desiderosi solo di garantirsi la pensione e poi perchè De Laurentiis ha già capito l’aria che sta tirando con i tre posti (due diretti più un preliminare) rimasti all’Italia in Champions.
Dire che per Inter e Milan la presenza nella massima competizione mondiale sia vitale è dire poco, non solo per i conti (ci sono pur sempre i nostri sceicchi a ricapitalizzare) ma soprattutto per la capacità di attrarre giocatori di prima fascia.
Senza partecipazione alla Champions Ibrahimovic non sarebbe venuto al Milan per alcuna cifra, senza partecipazione alla Champions Sneijder ed Eto’o sarebbero già in Premier League senza tergiversare (e alla fine Sneijder potrebbe andarci comunque), l’assenza da questo torneo è stata la ragione principale delle porte in faccia prese dalla Juventus da un certo tipo di giocatore (segue)

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