La Juve sbatte sul muro Gillet. Contro il Bologna primo pari per Conte

Il nuovo Juventus Stadium deve per la prima volta mandare giù il boccone agrodolce del pareggio. Piccola involuzione bianconera: dopo la vittoria larga sul Parma, l’uno a zero sul Siena ecco ora questo pareggio interno nella terza giornata di Serie A. Juve simile a quella vista a Siena: poche cose ma fatte bene, non abbondanza ma oculatezza e poi di fronte c’era un Bologna che, se perdeva, avrebbe vista ghigliottinata la testa di Bisoli. Per i bianconeri fa tutto Vucinic nel bene e nel male.
Bravo ad approfittare del fosforo furbesco di Pirlo, vitale per questa novella juve e a metter alle spalle del bravo Gillet (parte del pareggio felsineo l’hanno costruita le sue parate) il vantaggio. Primo gol del montenegrino in questo campionato dopo l’ottimo assist per il gol di di Matri di domenica scorsa.
Il numero quattordici poi, un po’ nervosetto, riceve due ammonizioni: eccessiva la prima per fallo su Mudingayi, giusta la seconda (l’entrata su Morleo meritava il rosso diretto ). Con una juve in dieci, il Bologna tenta il tutto per tutto e pari che arriva grazie ad un colpo di testa di Portanova, non nuovo a sortite fruttuose sotto porta.
Antonio Conte a fine gara appare però più paterno, meno severamente perfezionista di come lo avevamo sentito dopo la roboante vittoria sul Parma: “Dispiace per il gol preso su calcio da fermo,pensiamo alle cose positive che abbiamo fatto e miglioriamo quelle negative“.
I lsuo pungolo però continua a tenere alta la tensione: “Testa bassa e pedalare” Atteggiamento diverso da quello di Alberto Malesani che, dopo essere,col suo Genoa, primo provvisoriamente con juve ed Udinese, dice: ” Io non sono uno di quelli che non guardano la classifica, è bellissimo essere primi, per ora certo, ma è bellissimo“.
Tra l’azione e la contemplazione, c’è di mezzo la condizione che non sempre ti farà fare il partitone. Si la Juventus, questa nuova juve lo sa che ogni partita sarà un partitone e sa anche che, avere quattro punte vuol dire anche buttarla dentro qualche volta, magari più spesso di due golletti in centottanta minuti di Serie A. Per ora bastano ma per le prossime tignose sfide, serviranno più gol. (Luca Savarese)

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